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lunedì 10 febbraio 2014

Col cavolo che siamo gli stessi

Sono passati quasi due mesi dall'arrivo di Puzzola e in casa Pi tutto procede bene. 
Lei è brava e il suo fratellone lo è anche di più, più di quanto mi aspettassi e in queste giornate piovose, passate in casa da sola con lei, ho riflettuto e rifletto sulla diversità tra un fratello e l'altro e sono giunta alla conclusione che, oltre ad innegabili diversità di carattere, siamo noi genitori ad essere diversi.
Sono meno spaventata e apprensiva, riesco a godere maggiormente di tutti i momenti con lei e quando arrivano delle brutte giornate non mi lascio abbattere e, nonostante l'innegabile fatica e stanchezza, sono consapevole che tutto scorre e scorre alla velocità della luce. In un batter d'occhio sarà grande come Paciuk, perché preoccuparsi?
Riesco contemporaneamente anche ad apprezzare di più Paciuk (se questo fosse possibile), a stupirmi della sua sensibilità e ad amarlo ogni giorno di più.
Se con Paciuk ero terrorizzata dall'idea di dargli dei "vizi", di averlo sempre attaccato al seno, di farlo addormentare solo in braccio, con Puzzola sono più rilassata, non ho fretta di metterla in cameretta nel suo lettino, sta bene anche nella culla accanto al lettone, perché so che è una fase che passa e non torna più e io voglio godermela tutta.
Adesso per esempio sta dormendo beata in braccio. Potrei metterla nella sua culla, ma il tempo vola talmente velocemente, tra pochissimo non si farà più coccolare così, quindi, che fretta c'è? Stai qui Puzzola e lasciati guardare.
Mi spiace un pò di non essere riuscita a vivere nello stesso modo la maternità con Paciuk, ma questo è lo scotto che pagano i primogeniti: hanno per un periodo il vantaggio di avere i genitori tutti per sé, ma sono dei genitori un pò imbranati e alle prime armi. Che pazienza devono avere i primogeniti!
I primi mesi con Paciuk volevo che tutto passasse alla svelta, volevo raggiungere un equilibrio e stabilire una routine.
In questi due mesi con Puzzola sono stupita di quanto cresca velocemente e di come sia già una bambina diversa da quella portata a casa il 19 dicembre.
Come affermato da un'amica recentemente, bisognerebbe fare il primo figlio... solo dopo il secondo!

giovedì 25 luglio 2013

Di nomi e luoghi comuni

Mentre le settimane scorrono veloci e la pancia inizia a non entrare più in parecchi vestiti, io continuo a non percepire alcun movimento della piccola Star che ospito. Secondo me è molto poco romanticamente sopraffatta dall'intestino, che sta occupando molto più dello spazio che gli dovrebbe essere dedicato.
L'avevo detto che era poco romantico, ma è una delle gioie della maternità: l'intestino, infastidito dall'essere spodestato dalla sua naturale posizione per lasciare posto all'utero, stizzito smette di collaborare.

Ma passiamo ad altro. Abbiamo fatto un'eco lunedì che ha confermato che procede tutto bene e che al 90% l'ospite è femmina. Applausi. Paciuk, in risposta alla mia frase "sai che la dottoressa ha detto che nella pancia della mamma c'è una sorellina?" ha affermato "…e anche un fratellino!". Ci è un po’ rimasto male quando gli ho detto che no, è uno solo l'ospite, niente sorprese.
Già prima di conoscere il sesso del nascituro Paciuk si è sentito molto coinvolto nella scelta del nome e, in giorni diversi, in momenti assurdi, senza che nessuno glielo chiedesse, ha dichiarato:

"chiamiamola Miranda!"

E qualche giorno dopo: "chiamiamola Patella!"

Successivamente "chiamiamola Giulia"

E infine, ieri "chiamiamola Vispa".

Poi ha candidamente affermato: "quando la sorellina avrà 3 anni le arriverà un fratellino che chiameremo Vispo". Pianificazione famigliare senza grinze.

A parte le amenità sul nome, che invece io e il Pi abbiamo già scelto (e Paciuk non approva), io cerco di tenere a bada l'ansia, che questa volta sono l'ultima del gruppo, tutti gli altri hanno già girato la ruota per la seconda volta e li vedo, chi più chi meno, squagliarsi sotto la fatica come un gelato al sole. Continuo ottimisticamente a ripetermi e ripetere loro "poi passa, si sopravvive, ci sono passati tutti", ma in fondo in fondo il mio zen-mood un po’ viene intaccato.
Sto anche abituandomi all'idea che sia una femmina. Intendiamoci, sono felicissima, avendo un fratello maggiore penso che la famiglia "ideale" sia proprio così: il maggiore maschio, la secondogenita femmina. Quindi sono allineata ai miei cliché. Oltretutto visto che, come ogni mamma, penso che Paciuk sia unico e irripetibile e straordinario, meglio che sia femmina, almeno –forse- mi verrà meno facile fare dei paragoni, che temo già che così meraviglioso non riesco a sfornarne un altro! Però sono un po’ in paranoia pensando a certe femminucce je-je, quelle tutte nastrini e lustrini e principesse… bleah. Io sono sintonizzata su dinosauri, spiderman e Cars e mi ci trovo a mio agio! Ma è ovvio che è un altro luogo comune, che io stessa non sono stata una bambina rosa confetto, ma giocavo ad astronavi con mio fratello, quindi sto sprecando preziose energie mentali per niente. Smetto.

venerdì 10 maggio 2013

La via dello zen

E' stato difficile aspettare e aspettare e aspettare. Trovare ogni mese la pazienza e lo slancio per dire "sarà il mese prossimo". E' per questo che la Volpe ha pensato di battezzarlo subito "star", che come i veri divi si è fatto aspettare un sacco.



E' stato un percorso davvero lungo ma penso che sia stato importante. Ho imparato tante cose e sono cambiata e visto che trovo gli elenchi semplici, efficaci ed esaustivi, eccovelo:



- Ho imparato a conoscere meglio il mio corpo, a decifrare certi segnali, ad assecondare certi istinti



- Ho imparato che la vita è beffarda: ti fa credere che tu abbia tutto sotto controllo, in verità le cose veramente importanti come l'inizio e la fine (e anche gran parte di quel che c'è in mezzo) non lo puoi stabilire, puoi solo accettarlo.



- Ho imparato quindi ad essere (un tantino) più zen, a lasciare che le cose prendessero il loro corso, che non per forza era quello che avrei preferito



- Ho imparato a trovare i lati positivi anche del corso diverso degli eventi. Mi piace pensare che ci sia un perché



Devo dire che quando mi sono davvero rilassata, quando ho smesso di farmi le paranoie tipo "e se poi nasce in inverno non posso fargli la festa al parco" "e se poi aspetta ancora un po’ Paciuk sarà all'università e non avranno niente da spartire", quando proprio proprio ho smesso, allora il miracolo è arrivato.



Un'altra delle cose che ho imparato è che la vita è davvero totalmente un miracolo. Non nel senso religioso del termine, proprio nel senso che non possiamo sapere tutto, che non tutti i meccanismi sono chiari. Tipo: se il soldatino del Pi ce l'ha fatta a conquistare il mio ovetto proprio adesso, perché non prima? Se si piacevano, se stavano tutti bene, se lo desideravamo, perché proprio solo quel soldatino li con quell'ovetto li? Ecco, nessuno ve lo sa spiegare. Il medico stesso, di fronte alle analisi perfette ha serenamente dichiarato "beh allora divertitevi" e ci ha liquidato.



Adesso sono in bilico tra il terrore e l'euforia. Oggi abbiamo la prima visita, che ovviamente speriamo confermi che tutto è al suo posto, poi allargheremo la notizia anche oltre l'entourage stretto che è già stato informato e soprattutto ne parleremo a Paciuk, che qualche giorno fa, parlando con la Nonna Super di un amichetto che è diventato Fratello Maggiore (e la Nonna Super iniziava a decantare le meraviglie dell'essere fratello maggiore), lui ha risposto: "io non ce l'ho un fratellino… ma poi, non so neanche come LI DISTRIBUISCANO".
Non so bene come procederà questa strada e se l'avventura andrà a buon fine (zen, sono zen), però come già concordato con la Volpe ai secondigeniti è vietato somministrare vitamine varie e Omega3, che poi mi diventano troppo intelligenti e profondi.


lunedì 14 gennaio 2013

dialoghi quotidiani

P: Mamma, ma quando c’elano le callozze con i cavalli?

W: Tanti anni fa

P: Insieme ai dinosauli?

W: No, molto dopo i dinosauri

P: Ah, allola plima c’elano i dinosauli, poi sono allivate le callozze con i cavalli… Ma Gesù quando ela?

W: Tra i dinosauri e le carrozze… 2000 anni fa circa.

P: Ah, quindi tanto tempo fa?

W: Eh si, tanto. (e qui mi sono sentita in obbligo, chissà perché, di impartirgli i rudimenti di educazione religiosa tralasciati fino ad ora) Però dato che ha detto delle cose importanti, ce lo ricordiamo ancora

P: Ha detto cose impoltanti?

W: Eh si

P: Ma se ela piccolo e nella paglia!





mercoledì 19 dicembre 2012

L'inspiegabile consuetudine delle recite

Sono reduce dalla festa di natale della materna. Mi sto ancora interrogando sul perché.
Non sul perché ci sia andata, che è ovvio e chiaro a tutti, ma sul perché esistano e persistano certe abitudini.
Perché si passano mesi a preparare abiti e scenografie e a tediare i bambini per imparare canzoncine e mossettine? Perché tutto ciò, se tanto è palese che tutti guardano con gli occhi dell'amore il proprio pargolo per poi frantumarsi le palle le mezz'ore restanti?
Ripenso con nostalgia alla festa dell'anno scorso, quando ci si è trovati semplicemente per passare del tempo insieme, senza nulla di eccessivamente strutturato, se non un cartoncino rotondo da decorare insieme ai propri figli e da appendere poi su un cartellone a forma di albero. Poi merenda e chiacchere. Stop. 
Che se vogliamo essere onesti la festa di quest'anno non è stata nemmeno una delle peggiori, che non era una vera e propria RECITA, non c'era né una storia, né delle parti da recitare. Semplicemente i più piccoli si sono palesati vestiti da frutta e verdura (ovviamente Paciuk era il più bello, vestito da uva) perché il filo conduttore dell'anno scolastico è il vivere sano, hanno ballucchiato un pò, salutato i genitori e poi hanno fatto la macedonia e il minestrone, rimescolandosi tutti al centro. I più grandi invece hanno fatto dei giochi di psicomotricità così come fanno (penso) durante l'anno. Ecco. Bravi nè, ma dopo pi primi 3 minuti anche basta!
E mi domando: ma ho trovato deliziosi i piccoli vestiti da frutta e verdura solo perché il mio pargolo apparteneva a quella categoria o perché erano oggettivamente teneri? propendo per la prima ipotesi. 
Ad ogni modo quel che mi è più spiaciuto è il non avere avuto l'occasione di scambiare quattro parole con gli altri genitori, che vediamo sempre di fretta all'ingresso o all'uscita, oppure con le maestre, anche loro sempre veloci come treni in settimana. E' vero che lo spazio per far pascolare un'ottantina di bambini e relativi genitori non c'era, quindi la logistica sarebbe stata troppo complicata, però avrei gradito qualcosa di più... free style! 
Grazie al cielo ci hanno risparmiato almeno il lavoretto, l'unica cosa che abbiamo portato a casa (versando i tre euri di contributo) è il fantastico vestito da uva,che verrà prontamente riciclato a carnevale!


giovedì 11 ottobre 2012

A voi è mai capitato?

Sono gli ultimi giorni di bel tempo e giornate semi-lunghe e cerchiamo quindi di sfruttarle fino in fondo. All'uscita dalla scuola materna io e Paciuk siamo andati al parchetto, dove ha giocato un pò con una bimba sconosciuta di poco più grande di lui.
La bimba era la versione femminile di Paciuk: chiaccherina come Ciucchino e molto socievole.
Ovviamente hanno subito legato!
La bimba era li con il padre ed è proprio questo di cui voglio parlarvi: i due marmocchi stavano giocando sul castello-scivolo e ovviamente inventavano giochi e modi nuovi per divertirsi. La mia linea normalmente è di intervento nullo o ridotto all'osso: in sostanza lascio che sperimenti, a meno che metta a rischio la sua o l'altrui incolumità. 
Il padre della bimba non la pensava come me, quindi quando Paciuk si è sdraiato per scendere dallo scivolo lo ha apostrofato "no! non si scende così, ma seduto!".
La figlia, abituata alle paranoie del padre, se ne sbatteva allegramente dei suoi richiami e gli rispondeva "si, ma io sono monella" e faceva quel che aveva in testa.
I due stavano poi per andare sotto lo scivolo e subito il paranoico: "non andate li, c'è sporco" (?!), poi si sono allontanati di 5 metri per giocare con l'erba e ancora "venite qui, andate sullo scivolo".
Io non sono stata capace di intervenire. Non sapevo come fare! Avrei dovuto dire a Paciuk: "questo è paranoico, tu puoi scendere sdraiato dallo scivolo e anche risalire al contrario, se lo fai in sicurezza e senza rompere agli altri bambini!".
Invece me ne sono stata seduta li vicino a guardare fiera il mio omino che -tentava- di sperimentare. Probabilmente ho fatto anche la figura della madre che se ne sbatteva!

Voi che avreste fatto?

Altro quesito: anche voi pensate come me che la frase "bambini piccoli, problemi piccoli, bambini grandi, problemi grandi" sia una cazzata?" no, perchè io ne sono convinta! 
Magari ci dedicherò un post, devo raccogliere un pò le idee, intanto ditemi come la pensate voi!

venerdì 5 ottobre 2012

L'incredibile opportunità che ti danno i figli

E' stata una settimana particolarmente densa quella che si sta completando. Talmente densa che ieri sera alle 21.40 già giacevo nel letto priva di conoscenza.
Mercoledì il Pi è andato alla prima assemblea di classe. La prima dell'anno scolastico e la prima della sua vita in qualità di genitore. Che fino adesso al nido abbiamo scherzato, ma alla scuola dell'infanzia si fa sul serio, con rappresentanti, referenti, coordinatori e compagnia cantante.
Avevamo concordato la linea da tenere: "quest'anno partecipiamo da osservatori, capiamo come gira, non ci facciamo incastrare".
In effetti il Pi non si è fatto eleggere rappresentante di classe.
Ma si è candidato come referente di tutti i rappresentanti di classe. Praticamente è il tramite tra i rappresentanti di classe e il consiglio d'istituto nonché degli organi superiori.
Ah ma quest'anno non ci facciamo fregare eh. No no.
Il suo ruolo era vacante –chissà come mai- da diversi anni, perché non si trovavano genitori disponibili.
Una volta data la disponibilità ha anche scoperto che l'incarico dura due anni.
No ma noi siamo quelli che non si fanno fregare. Furbi come delle faine!
La butto un po’ sul ridere ma in verità questa candidatura del Pi risponde esattamente a quello che lui, un po’ nebulosamente (ma neanche troppo, che io avevo capito cosa intendesse! , aveva espresso come "bisogno di comunità", inteso come "fare comunità".
Ed è proprio questo che ho potentemente realizzato questa settimana: quanto un figlio ti metta in relazione col tuo prossimo, se solo hai voglia di farlo.
"Essere obbligati" a frequentare parchetti, festicciole di compleanno e poi riunioni e assemblee, automaticamente ti fa entrare in relazione e ti mette in comunicazione con il tuo prossimo. Avendo scelto di far frequentare a Paciuk le scuole pubbliche del nostro quartiere, questo si traduce nella creazione di un tessuto di relazioni che potenzialmente potrebbe protrarsi per anni e infittirsi e arricchirsi. Sembra banale, ma stiamo incontrando persone che hanno sempre abitato a poche centinaia di metri da casa nostra e non abbiamo mai incontrato prima! Passeggiare per il quartiere significa, ora, incontrare sempre più facce note e –spesso- fermarsi anche a fare due chiacchere.
Oltretutto non vivendo in una metropoli scavando un poco più a fondo si scoprono intrecci inaspettati: la mamma di un compagno di Paciuk, per esempio, è stata compagna di classe della sorella del testimone del Pi. Carramba che sorpresa! E qui parte il Tuca-tuca.
Siamo carichi, abbiamo voglia di spenderci e impegnarci e siamo proprio curiosi di vedere cosa salterà fuori.

Buon anno scolastico a tutti!

lunedì 17 settembre 2012

La mammitudine

Mi sono stupita ieri sera nello scoprire di quanto la mammitudine si sia impossessata di me più di quanto io stessa fossi consapevole.
Dopo mesi e mesi e mesi (ok, forse anni) il Pi ha invitato a cena sua cugina con il marito. Sono persone piacevoli, non ci si frequenta molto ma quando accade si passano momenti sereni.
Loro non hanno figli, nonostante abbiano cercato (cerchino?) di averne. Non so molto altro di questo argomento, perché non siamo così in confidenza per fare domande e la questione è talmente delicata che se non sei più che amico è giusto farti gli affari tuoi (my point of view!).
La serata di ieri mi ha lasciato aperto un interrogativo: sono completamente disinteressati all'argomento "prole" oppure interessa talmente tanto che il non raggiungimento del loro scopo li rende apatici di fronte alla prole altrui? Si, perché Paciuk ieri sera ha fatto la parte del soprammobile. Era seduto a tavola con noi, ma era come se non ci fosse: avevano alzato un bel muro tra loro e lui, non hanno accennato a nulla che lo riguardasse, non gli hanno fatto domande dirette, non hanno fatto apprezzamenti tipo "come è vivace/simpatico/spacca palle/logorroico". E vi assicuro che per riuscire a mettere Paciuk in un angolo ci vuole un'abilità davvero speciale, che il ragazzo è stato da noi soprannominato "Ciuchino", che con il quadrupede ha in comune senz'altro la parlantina-fiume inarrestabile.
E quindi, boh, non ci sono abituata.
Da un lato mi spiace se la loro rigidità fosse dettata da un sentimento "vorrei-ma-non-posso", dall'altro mi ha aperto un mondo: può esistere anche una vita senza figli. Detto così sembra banale, ma io non me la ricordo più la vita di "prima" e non la rimpiango neanche. Semplicemente Paciuk c'è e riempie (completamente!) tutti gli spazi, anche quelli che prima erano già occupati da altro/altri! Ma mi sembra la cosa più naturale del mondo. E anche la più bella, a tratti. E vedere la mia Creatura, il mio Orgoglio così messo da parte e ignorato mi ha fatto pensare "embè? Ma come, non riconosci che è un Esserino speciale?" (speciale anche nella logorrea, ma pur sempre speciale).
Mi sono sentita come una che si presentasse con i capelli fucsia e la cresta e nessuno le facesse commenti, fosse anche "ma che cavolo hai fatto".
E niente, il mondo è fatto anche così. Paciuk è parte del mio mondo (stavo scrivendo "il centro", ma forse è un po’ troppo), non di quello di tutti.

venerdì 7 settembre 2012

Sapevo che sarebbe stato peggio, ma speravo di sbagliarmi


Eccoci qui, finalmente dopo incastri da circo, magheggi che nemmeno Silvan e tanta, tanta disponibilità della Nonna Super, abbiamo cominciato l'avventura della materna.
Lo scorso anno ci avevano annunciato un inserimento "soft", poiché già durante l'anno avevano iniziato ad andare a conoscere l'ambiente e le maestre, proprio per ridurre lo "scoglio" dell'impatto con una nuova realtà (che poi è il cancello accanto a quello dell'anno scorso, mica lontano anni luce, ma vabbé).
Avevamo fatto incontri con le nuove maestre, che ci avevano riempito le orecchie di bla-bla, che francamente io, che ero tranquillissima circa questo passaggio, certa che mio figlio (come il 99% dei bambini) avesse gli strumenti per affrontarlo, stavo iniziando a preoccuparmi. Che se continui a dirmi "non preoccuparti, non preoccuparti" a me la domanda mi sorge spontanea: ma visto che in effetti io non mi preoccupo, forse dovrei farlo, almeno poi tu mi tranquillizzi? Insomma ero entrata un po’ in loop, che avevo poi messo in stand-bye (orribili due parole inglesi in una frase sola, perdonatemi) per godermi l'estate e le vacanze.
Ora ci siamo, è tempo di iniziare. E ho già capito che non dovevo preoccuparmi per Paciuk, ma per noi genitori.
Il primo rendez-vous (aridaje con le parole straniere) è stata la riunione di lunedì con tutte le maestre. Ed è risultato chiaro che l'organizzazione non è esattamente una dote della scuola italiana. Si, perché se a 2 giorni dall'inizio dell'anno manca ancora una maestra (la nominano lunedì prossimo, con calma che devono pensarci bene) e non è chiaro se sarà attivo o meno il servizio di posticipo, è inutile che mi dici "ma qui è diverso dal nido, qui sono più bambini", la verità è che c'è disorganizzazione, punto!
E' senz'altro vero che gestire 10 bambini piuttosto che 28 sia molto diverso, ma cosa c'entra questo con il non avere ancora la maestra o il non aver contato i numeri di bambini che necessitano del posticipo, per capire se si possa attivare o meno il servizio? E' chiaro che non è colpa della scuola materna in se, ma dell'istituto comprensivo e della sua segreteria, ma il risultato non cambia.
Mercoledì siamo finalmente andati con i nostri pupi belli come il sole, pronti a trascorrere insieme le due ore che ci erano concesse come primo giorno.
E due ore di compresenza ieri
E due ore di compresenza oggi.
Paciuk già da ieri guardava il Pi con sguardo interrogativo del tipo: "ma che ci fai ancora qui? Ho ritrovato i miei amici, ci sono un sacco di giochi e di cose da fare, perché non vai al lavoro?"
Ma la chicca sarà lunedì: i nuovi arrivati treenni frequenteranno dalle 9 alle 10, poi tutti a casa.
WHAT? Un'ora?!
Praticamente non fa in tempo ad arrivare e decidere con cosa giocare, che è ora di salutare tutti.
La giustificazione è stata: ricominciano anche i mezzani e i grandi e hanno diritto anche loro ad un'accoglienza adeguata. Quale migliore accoglienza della presenza di nuovi nanetti da strapazzare ed maltrattare educare, dopo essere finalmente passati allo status di "più grandi di"?
Alla riunione ci avevano annunciato questo orario un po’ bislacco, che avrebbe dovuto oltretutto protrarsi per TUTTA LA SETTIMANA, e io timidamente avevo chiesto: "se ho ben capito però questo orario è NELLA PEGGIORE DELLE IPOTESI, nel caso cioè che il bambino fatichi ad inserirsi e/o staccarsi dal genitore, giusto?" "si signora, ha capito bene, è nella peggiore delle ipotesi".
Ecco allora non ho capito perché siamo a venerdì pomeriggio e io e il Pi stiamo organizzando l'ennesimo incastro per stabilire chi potrà godere della compagnia del Paciuk lunedì dopo le 10, visto che la Nonna Super ha un altro impegno (e noi, ottimisticamente è vero, non ci eravamo organizzati perché CONOSCIAMO il nostro pollastro ed eravamo certi che ritrovare tutti i suoi amici sarebbe bastato a farlo decollare)…

Suggerimenti?

sabato 12 maggio 2012

a raffica

1) Indicando un giardiniere: "Guarda mamma, DEPILA l'erba!"

2) Al supermercato una dimostratrice gli offre delle fragole. La sera a cena racconta al Pi che una FRAGOLISTA gli ha dato le fragole

3) Siamo stati al museo di scienze naturali dove, tra le altre cose, c'è un bel pannello pieno di immagini e  tasti che, premuti, riproducono il suono di diversi uccelli. La sera a cena sente un uccellino che canta da qualche albero vicino "senti mamma, qualcuno ha schiacciato il bottone del museo!"

ogni scarrafone è bello a mamma sua, ma io mi diverto un sacco!

domenica 15 aprile 2012

Novità in casa Pi

Ve lo presento subito: è il fantastico, magnifico, fantasmagorico, mirabolante
LETTO DA GRANDI!
L'ha costruito interamente il Pi, ovviamente con l'aiuto di mamma Ikea, che ha fornito le due librerie billy che sorreggono il letto e il mobile "scaletta". Contro il muro, sotto quella che è stata definita "la tana" è stato messo un asse di legno aggiuntivo, sul quale poggia la rete e la paratia "a onde" è stata sagomata dalle mani del Pi (munito di seghetto automatico, ovviamente!)
Noi siamo entusiasti e ovviamente lo è anche Paciuk, come ben si evince dalla foto!  

Quando ha visto che il Pi stava fotografando la sua tana, ha voluto immortalare me e il Pi seduti sulla scaletta, ecco il risultato:
Forse deve ancora perfezionarsi il ragazzo!
:)

sabato 7 aprile 2012

Bisogna spiegarsi bene

"Quando sarò grande guiderò la macchina"
"Certo Paciuk! E mi porterai a passeggio?"
"Si, ti porterò al mare"
"Wow grazie, che bello!"
"ma dov'è il mare?"
"ehm... a sud"
"... sud? cos'è il sud"
"eh... vuol dire sotto, in basso" 
"ma mamma, non c'è il mare IN GARAGE!"

venerdì 23 marzo 2012

Storia di un abbandono: il prologo

Non è facile liberarsi da una dipendenza, soprattutto se si protrae da anni, da quasi 3 anni e questa dipendenza ha generato sicurezza e benessere.
Non è facile soprattutto se i metodi di abbandono sono sbagliati e non convincenti, soprattutto per chi deve aiutare il "tossico".
Quindi vorrei raccontarvi il nostro prologo, ossia i metodi che abbiamo cercato di usare per abbandonare il ciuccio -senza risultato.
Il metodo che con noi ha funzionato, invece, ve l'ho già spiegato. (si perchè, sempre sottovoce, vorrei confermarvi che ce l'abbiamo fatta! all'asilo l'ha addirittura gettato nel cestino dopo aver visto che il topolino era passato anche li, dicendo "non mi piace più". Poi il giorno dopo l'ha richiesto e ha sbuffato quando gli hanno ricordato che l'aveva buttato. Ma è finita li. A casa invece giace inutilizzato su una mensola, dove lui ha chiesto che venisse messo)

Metodo 1. Ovvero decidere dalla sera alla mattina di far sparire l'oggetto del desiderio.
Un giorno, non ricordo più come ci fosse venuta questa fantasiosa idea, forse imbeccati da qualche trovata del Paciuk, gli abbiamo detto che il ciuccio non c'era più, che era ANDATO IN MONTAGNA. 
E' durato qualche giorno, poi abbiamo ceduto, perchè lo chiedeva in continuazione, era incazzato come una iena e simpatico come la sabbia nel letto. Ok, non era il momento nè il modo giusto, ci siamo detti. Archiviamo e riproveremo.

Metodo 2. Ovvero lavaggio del cervello "i bimbi grandi non l'hanno".
Complice la Nonna Super, è iniziato un mitragliamento psicologico basato appunto sull'"essere grandi": i bimbi grandi vanno in bici, vanno alla scuola materna e non hanno il ciuccio. 
E' durato 2 sere, la terza sera me l'ha chiesto, ho risposto la frase di rito "ma è da piccoli, sicuro di volerlo?" e la risposta è stata: "no, io non sono piccolo, però dammi il ciuccio, che poi almeno posso toglierlo e diventare grande" (?!)

Ciò che abbiamo sicuramente sbagliato è farci sentire parlare davanti a lui dei tentativi, intendo dire frasi del tipo "ieri sera non ha chiesto il ciuccio, speriamo" oppure "non l'ha nominato, vediamo come va oggi". Penso che forse gli abbiamo fatto bere un pò della nostra insicurezza sull'argomento. Ma magari sono solo paranoie da mamma che si fa troppe domande e magari il metodo proposto dal dentista ha funzionato solo perchè ora era il momento giusto. Chi lo sa?

E voi? come avete fatto a far mollare il ciuccio? oppure, come stanno andando i vostri tentativi?

martedì 20 marzo 2012

Di tutto un pò

Vorrei fare un post sul tentativo di abbandono del ciuccio che stiamo affrontando.
Però vorrei fare anche un post sulla simpatia sfrenata della Cognata (sorella del Pi).
Ma vorrei anche fare un post sul periodo super caccoso al lavoro.
Ma non ce la faccio a fare tutto! allora faccio un bel post-minestrone, per tenervi aggiornati e fissare un pò le idee.

Partiamo dalle cose importanti: l'abbandono del ciuccio. 
Ieri siamo stati dal dentista per la prima visita di controllo e il Paciuk è stato bravissimo: ha spalancato le sue fauci, si è lasciato contare i denti, ha sorriso e si è fatto fare la foto per l'archivio del dentista. Ha ottenuto un bellissimo spazzolino+dentifricio+bicchierino+apposito astuccio. Wow!
Ovviamente il dentista ci ha detto che DOBBIAMO togliergli il ciuccio, che la lieve malformazione che ha ora può naturalmente rientrare se si toglie ALLA SVELTA, diversamente lascia danni.
Vedendo la mia faccia sgomenta (ci abbiamo già provato due volte, forse con metodi sbagliati, forse con poca convinzione) ha snocciolato La Verità: "tagliate via la punta e gli dite che è stato il topolino, poi dopo qualche giorno un altro pezzettino e via così, fino a quando non riesce più a tenerlo in bocca".
Ora ho un pò paura a dirlo, ma è la seconda sera che si addormenta senza. Ieri l'ha buttato fuori dal letto dopo avermi chiesto cosa fosse successo "un topo?! dobbiamo mettele una tlappola!". Questa sera mi ha detto di riporlo sulla mensola, che non lo voleva e ha aggiunto "non è stato il topo, è stato il Pel!". Va bè, se funziona gli dico anche che è stato Pisapia, basta che lo molli!

Argomento due: niente, uno sfogo rapido tra di noi, me lo concedete? poi ditemi se sono io esagerata eh: la Cognata telefona e parliamo del più e del meno, mi parla dei suoi due figli-amebe (è davvero difficile sentire la loro voce, anche perchè risponde sempre lei alle domande che si pongono loro. E hanno 14 e 10 anni) e io le parlo di Paciuk. Mi dice che l'ha trovato cresciuto domenica scorsa (non lo vedeva da Natale, vorrei ben vedere!) e poi non ricordo in risposta a quale mia affermazione (niente di che, qualche aneddoto quotidiano) spara la sua prima bordata "eh ma perchè il tuo è nevrastenico, i miei sono più tranquilli". Sei simpatica come uno sciame di zanzare. Ma ti pare carino dirmi che ho un figlio nevrastenico?! Soprassediamo e andiamo avanti. "siamo stati dal dentista bla bla, bravissimo bla bla, spazzolino bla bla, togliere il ciuccio glom. Il fatto" le spiego "è che succhia solo di notte, ma con gusto! da di quelle ciucciate!" "eh si, è molto nervoso" MA COSA CAZZO STAI DICENDO?! è da Natale che non ci vedi, ci hai incrociato 10-minuti-10 domenica scorsa a casa dei Nonni Strani (casa nella quale non andavamo da Natale 2010, ma questa è un'altra storia) quando sei venuta per mollare li il tuo secondogenito e ti permetti di sputare sentenze così?! Ora, di sicuro Paciuk non è un agnellino, è un bambino caparbio e deciso, ma sia chiaro che non farei cambio con i tuoi, che non hanno un filo di personalità e sono già vecchi prima di diventare maturi. 
Non so se si è capito, ma sto soffiando e ho tutto il pelo dritto sulla schiena. E per fortuna abita a 30 km da qui, altrimenti la graffierei. Ecco.

Ultimo punto: ma devo proprio? Mi viene il vomito a parlare di lavoro. Ma ormai ho aperto l'argomento e super velocemente lo chiudo.
3 settimane fa. Riunione con super capi+ colleghi+la sottoscritta. Argomento: il Collega Nuovo è ormai autonomo, procediamo con il progetto iniziale, quindi Wonderpit passa il suo pacchetto clienti a lui e inizia finalmente a svolgere le mansioni che è da due anni che le diciamo vorremmo affidarle.
15 giorni fa. Il Collega Nuovo presenta le dimissioni
10 giorni fa. Scopro che non hanno intenzione di cercare un sostituto.
Punto.

lunedì 27 febbraio 2012

Scene di ordinario Paciuk

Scena 1. Questa mattina, h 7.10. Io sono in bagno a truccarmi, il resto della famiglia dorme ancora. Si apre la porta del bagno, compare un Paciuk mezzo addormentato e infastidito dalla luce accesa: "mamma vai di la, almeno poi io tonno a letto. Vai di la mamma, vai". Mi fa segno di uscire dal bagno, spegne la luce fastidiosa e accende la luce più soft sopra lo specchio. Poi fa pipì e torna a letto.

Scena 2. Paciuk trova un foglietto illustrativo di una maschera di bellezza. Lo prende "mamma cos'è quetto?" "è il foglietto illustrativo di una maschera di bellezza" rispondo. Se lo rigira tra le mani, lo guarda perplesso, lo appoggia sul viso e poi "si fa così?"

Scena 3. In autobus con la nonna. "Che bella quella fontana co tutti i fontanini (=spruzzi). Quasi quasi la compelo. No, non posso, è tloppo pesante.

Sul medesimo autobus si è anche meritato l'applauso degli astanti per la mirabolante interpretazione di Fischia il vento e Bella Ciao.
Tutto ciò solo oggi.

domenica 26 febbraio 2012

Vi presento il bolide

Eccolo qui, vi presento il bolide che io e il Pi regaleremo a Paciuk per il suo compleanno.
Si, lo so, manca un mese e mezzo, ma aveva ragione la Nonna Super quando diceva che una volta che ti nascono i figli, al tuo compleanno non ci pensi più e vivi i loro come se fossero la notte degli oscar e io sono già in fibrillazione-da-preparativi.
Abbiamo deciso di regalargli una bicicletta, che quella senza pedali gentile regalo della Kitezio-famiglia allo scorso compleanno inizia ad andare un pò stretta e lui nel frattempo pare abbia imparato a pedalare, quindi, è giunta l'ora.
Un pò per etica del consumo, un pò per amore del riciclo e un pò per taccagneria, abbiamo deciso di cercarla di seconda mano, quindi sabato sono andata alla cooperativa che gestisce lo scambio di giocattoli usati, portando alcuni giochi che Paciuk non si è mai filato, ma ancora belli, sperando di trovare qualche bolide della giusta misura.
E TA-DAAA ecco cosa ho scovato:

Non è meravigliosa? I ragazzi della cooperativa (che si occupa di disagio mentale) l'hanno riverniciata e cambiato i freni.
Beh, io la trovo strepitosa, speriamo che Paciuk apprezzi!

giovedì 23 febbraio 2012

Perplessità

Scrivo mentre le rotelle del cervello mi stanno ancora girando vorticosamente, quindi abbiate pietà se sarò un pò sconclusionata.
E' che oggi quando sono andata a ritirare Paciuk all'asilo ho trovato un'educatrice mai vista prima (ho scoperto poi che tutte le sue educatrici sono falcidiate dall'influenza e quindi quelle delle altre sezioni sono andate in aiuto). Mi viene incontro, mi saluta "ciao!" (ma chi sei?) e poi "posso farti una domanda personale?" (ok, ma chi sei?) "tuo figlio (ha anche un nome magari eh) ha l'abitudine di girare per casa nudo?". Penso che se mi avesse chiesto "hai due teste?" avrei avuto una faccia meno ebete.
"no" rispondo un pò imbarazzata.
Aspetto che lei mi dia qualche spiegazione, che motivi la sua domanda. Invano. Allora proseguo io: "perchè, qui lo fa?" "spesso e volentieri lo troviamo in bagno nudo". Io sono sempre più basita e ribadisco che a casa non lo fa. Forse vede il punto di domanda sulla mia faccia e prosegue "ah beh, magari è una fase così".
Entro in stanza, abbraccio Paciuk e l'altra educatrice (anche lei non "ufficiale", ma prestata, questa però l'avevo già vista!) mi dice: "oggi tutto ok".
Prendo il pargolo e me ne vado.
E' dalle 16,15 però che non riesco a pensare ad altro.
- chi cavolo era quella li che si permette di farmi una "domanda personale" quando non è nemmeno l'educatrice di riferimento di mio figlio?
- se anche Paciuk avesse questa abitudine, perchè non me ne hanno parlato le sue educatrici prima di oggi? ho alcune risposte: 
a. perchè non lo vedono come un problema, magari vuole sperimentare l'azione di vestirsi e svestirsi; 
b. perchè ha sbagliato bambino, non si riferiva al mio (visto che non l'ha nominato per nome, ha detto "tuo figlio"; 
c. perchè quella è una pazza che passava di li e di mestiere vende uova al mercato; 
d. perchè aspettavano il colloquio individuale di giovedì prossimo -e a questo punto insisto: perchè mi ha sganciato oggi 'sta bordata? perchè non aspettare il colloquio?
Sembrerà sciocco, ma io mi sono sentita un pò aggredita. Non tanto dall'argomento in sè, che a due anni e mezzo penso che sia tutta una scoperta, la malizia è negli occhi di chi guarda. Ma proprio dal fatto che un'estranea mi abbia rivolto questa domanda. 
E poi da non sottovalutare per la mia reazione amareggiata anche il fatto di scoprire un atteggiamento a me completamente sconosciuto di mio figlio.
Boh. Domani speriamo che il Pi riesca a parlare con una delle sue educatrici "ufficiali" per capire innanzitutto chi sia 'sta tizia e approfondire un pò l'argomento.
Io resto perplessa.
io pubblico eh, non rileggo. abbiate pazienza

domenica 19 febbraio 2012

Giochi serali

E' da qualche giorno che Paciuk prima di andare a letto ci intrattiene (!) giocando a nascondino.
O meglio: ad una versione da lui rivisitata di nascondino.
Uno di noi conta, gli altri vanno a nascondersi. Fin qui, tutto normale. Quando finisce la conta, Paciuk che normalmente è nascosto inizia a fare gridolini di gioia e a urlicchiare "sono qui! sono qui!", poi quando (chissà come eh!) viene trovato, vuole che ci si nasconda tutti. 
A quel punto è il Pel che deve venire a cercarci, secondo lui.
Questa sera eravamo tutti e tre nascosti dietro una poltrona e chiamavamo il Peloso perchè venisse a cercarci, ma quello era tutto raggomitolato nel suo cuscino (molto offeso, tra l'altro, che oggi gli abbiamo fatto il bagnetto!) e non gli passava nemmeno per l'anticamera del cervello di andare a cercare quella marmaglia di gente strana che si trova come famiglia, anzi, era ben contento che fossimo spariti tutti.
Per fortuna alla fine, insistendo un pò,(la parola "biscotto" è stata salvifica) è venuto a liberarci. Altrimenti questo post non lo potevo scrivere, che eravamo ancora dietro la poltrona.

lunedì 13 febbraio 2012

Ingiustizie e liste d'attesa

E' ufficiale, il Paciuk avrà un posto alla scuola materna.
In verità noi lo sapevamo già, perchè sulla domanda d'iscrizione alla sezione primavera era scritto e sottolineato che chi avesse frequentato la primavera avrebbe avuto accesso garantito alla materna. 
Però si dà il caso che la sezione primavera, così come il nido, sia un servizio comunale, mentre la scuola materna sia un diritto garantito dallo stato, quindi da un'altra istituzione.
E si dà anche il caso che nella domanda di iscrizione alla scuola materna il criterio numero 1 per l'ammissione fosse vivere nel quartiere e solo in seconda analisi l'aver frequentato la sezione primavera. 
Bel casino hanno combinato.
Oggi hanno pubblicato la graduatoria provvisoria e ci sono ben 33 bambini in lista d'attesa.
Significa 33 bambini che abitano nel quartiere (siamo prolifici da queste parti della città, pare) che non hanno un posto nel "loro" asilo.
I compagni di Paciuk che non sono del quartiere non sono stati ammessi, quindi la bella frase sottolineata sulla domanda d'iscrizione è andata a farsi benedire.
Però non sono stati ammessi nemmeno tutti i bambini che frequentano attualmente il nido, perchè un altro criterio di priorità è dato ai bimbi più "vecchi", quindi nessun altro bambino di 3 anni è stato ammesso.
Riassumo che mi sto incartando:
Il criterio numero 1 era la residenza, cui seguivano
A. frequentare la sezione primavera
B. avere fratelli frequentanti lo stesso istituto comprensivo
C. disabilità
C. svantaggio (con certificazione servizi sociali)
D. famiglia monoparentale
E. Età 5 - 4 - 3 
Quindi tutti i bambini che fanno ora il nido sono stati "scalzati" da bambini più "vecchi", probabilmente a loro volta esclusi l'anno scorso e che quest'anno hanno chiesto il trasferimento ed essendo più vecchi hanno la priorità.
Noi siamo contenti che Paciuk sia stato preso, (noi eravamo 1-A) però siamo anche arrabbiati e frustrati per tutti quelli che non hanno trovato posto, tra cui un'amichetta di Paciuk che vive nel palazzo accanto. Ora di sicuro inizierà una guerra tra poveri, tra la fazione "sezione primavera non residente" e "resto del mondo" e quelli nei primi posti della lista d'attesa spereranno in qualche ritiro, in un trasferimento, per prendere quel posto rimasto vuoto e scalare la classifica.
E' davvero frustrante, visto che il diritto all'istruzione dovrebbe essere garantito e magari garantito non dall'altra parte della città, ma garantito nel tuo quartiere, dove presumibilmente diventerai grande e dove magari già durante la materna conoscerai il tuo migliore amico o il tuo peggior nemico. Si ok, sto un pò esagerando, ai bimbi non cambia molto a quest'età, però ai genitori si. E dover passare le giornate telefonando alle segreterie di tutti gli asili e cercare una soluzione alternativa beh, non è affatto piacevole.

lunedì 2 gennaio 2012

Il piacere di essere mamma

E' dopo giornate come questa che si capisce il perché il genere umano non si sia estinto.
Dopo il mio post allarmista, oggi devo davvero dire che probabilmente era solo un pò stanco, aveva bisogno di ferie e di staccare la spina, perché in questi giorni e oggi in particolare, è davvero bravo.
Simpatico, ubbidiente, chiaccherino. Un amore!
Questa mattina abbiamo sfidato la pioggia e siamo usciti, ognuno col proprio ombrello, abbiamo preso l'autobus e dopo poche fermate eravamo in centro città, abbiamo fatto un rapido giro e siamo rientrati. Lui è stato da manuale, bravissimo a camminare con il suo ombrellino, l'unico problema è che non vedeva le persone e tendeva ad andare addosso a tutti (e io mi divertivo un sacco!). Ovviamente le pozzanghere erano  un'attrazione irresistibile, ma non ho tentato di farlo desistere: al rientro l'ho cambiato e stop. Si è anche intrattenuto con un venditore ambulante di ombrelli, al quale ha spiegato che stavamo andando a casa e che dovevamo aspettare l'autobus. E io sempre li a guardarlo e a divertirmi!
Insomma, in giornate come queste lo amo ancora di più e sono contenta della scelta che ho fatto di sfruttare i giorni residui di congedo parentale (leggasi maternità) per stare con lui queste due settimane di vacanza.
Speriamo che anche i prossimi giorni proseguano così.