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lunedì 10 febbraio 2014

Col cavolo che siamo gli stessi

Sono passati quasi due mesi dall'arrivo di Puzzola e in casa Pi tutto procede bene. 
Lei è brava e il suo fratellone lo è anche di più, più di quanto mi aspettassi e in queste giornate piovose, passate in casa da sola con lei, ho riflettuto e rifletto sulla diversità tra un fratello e l'altro e sono giunta alla conclusione che, oltre ad innegabili diversità di carattere, siamo noi genitori ad essere diversi.
Sono meno spaventata e apprensiva, riesco a godere maggiormente di tutti i momenti con lei e quando arrivano delle brutte giornate non mi lascio abbattere e, nonostante l'innegabile fatica e stanchezza, sono consapevole che tutto scorre e scorre alla velocità della luce. In un batter d'occhio sarà grande come Paciuk, perché preoccuparsi?
Riesco contemporaneamente anche ad apprezzare di più Paciuk (se questo fosse possibile), a stupirmi della sua sensibilità e ad amarlo ogni giorno di più.
Se con Paciuk ero terrorizzata dall'idea di dargli dei "vizi", di averlo sempre attaccato al seno, di farlo addormentare solo in braccio, con Puzzola sono più rilassata, non ho fretta di metterla in cameretta nel suo lettino, sta bene anche nella culla accanto al lettone, perché so che è una fase che passa e non torna più e io voglio godermela tutta.
Adesso per esempio sta dormendo beata in braccio. Potrei metterla nella sua culla, ma il tempo vola talmente velocemente, tra pochissimo non si farà più coccolare così, quindi, che fretta c'è? Stai qui Puzzola e lasciati guardare.
Mi spiace un pò di non essere riuscita a vivere nello stesso modo la maternità con Paciuk, ma questo è lo scotto che pagano i primogeniti: hanno per un periodo il vantaggio di avere i genitori tutti per sé, ma sono dei genitori un pò imbranati e alle prime armi. Che pazienza devono avere i primogeniti!
I primi mesi con Paciuk volevo che tutto passasse alla svelta, volevo raggiungere un equilibrio e stabilire una routine.
In questi due mesi con Puzzola sono stupita di quanto cresca velocemente e di come sia già una bambina diversa da quella portata a casa il 19 dicembre.
Come affermato da un'amica recentemente, bisognerebbe fare il primo figlio... solo dopo il secondo!

martedì 28 maggio 2013

Le reazioni: sorprese e conferme


Abbiamo iniziato, neanche troppo timidamente, a diffondere la nostra lieta novella, anche perché Paciuk, informato sull'argomento, ha subito iniziato a raccontarlo entusiasta a destra e a manca, quindi siamo dovuti correre ai ripari ed informare noi le persone cui tenevamo dirlo di persona, anziché lasciare che un Paciuk senza controllo lo pubblicasse sul giornalino della materna.
Inutile dire che la primissima persona a saperlo sia stata la Nonna Super, i cui occhi si sono subito inumiditi, ma immagino che questo non meriti nemmeno di essere raccontato, da quanto sia scontato.
Seguono in ordine di apparizione le lacrime della Volpe, che in verità ha dovuto differirle di qualche ora, che era reduce da un matrimonio e le aveva esaurite tutte, ma mi ha riservato quelle successivamente prodotte.
La prima reazione inattesa è stata quella del collega Rugby, anche lui informato molto presto della news, ha abbandonato la sua scrivania e, con gli occhi lucidi, mi ha abbracciato. Non me la sarei aspettata una reazione così da un omone del genere.
Anche il collega figlio del Boss (quello dei porno, per intenderci) si è commosso, e anche in questo caso: chi se l'aspettava?
Il mio capo invece ha pensato bene, subito dopo essersi complimentato, di andarlo a raccontare a tutti gli altri uffici, così, tanto per rispettare la privacy. Da specificare che, finiti i baci e gli abbracci, mi aveva chiesto "lo sa qualcun altro qui in ditta?" "no, siete i primi" ecco, ci ha pensato subito a diffonderlo.
Altra reazione inattesa e stupefacente è stata quella del Boss in persona, che vedendomi ha fatto un sorriso a 52 denti e mi ha detto "ho saputo del lieto evento!". Da notare che quando sono arrivata nel suo ufficio era con un tizio sconosciuto, che ha immediatamente liquidato per affermare la suddetta frase e poi rivolgersi di nuovo a lui dicendo "è incinta!" e prolungandosi poi in uno sproloquio di qualche minuto sulle statistiche di nascita in Italia e sull'importanza di figliare, almeno 2 o 3 volte (!)
Devo dire che sono fortunata, perché per ora tutte le reazioni inattese sono state in positivo, mentre quelle più "tiepide" me le aspettavo esattamente così, quindi nessuno stupore.
Quella più tiepida, anzi, usiamo il termine giusto, più STITICA di tutti è stata senz'altro la capa (sorella del Boss, moglie del mio capo).
Scenetta:
io: (consapevole che lei sia sposata con radio-caserma in persona) "ha saputo la novità?"
lei: "aspettavo che me lo dicessi tu"
io: "beh, ha già fatto il giro dell'azienda
lei: (piccata) "dalla mia bocca non è uscito niente. Comunque stai bene?"
io: "si" (e mentre lei, superstiziosa fino al midollo, cercava del ferro da toccare ho aggiunto) "fin qui tutto bene".
Che tra le righe, se non si fosse capito, significava: fai la brava o arriva il certificato. Subito.
L'altra reazione di poco slancio è stata quella di due cari amici. Lui ha risposto "ah bene", lei ha accennato un sorriso più deciso, ma nulla di più. Sapevamo che questa coppia ci avrebbe riservato questo tipo di reazione, perché da tempo lui vorrebbe avere il secondo mentre lei, spaventata dal primo parto e dalla depressione post parto, non ne vuole sapere. Il problema è che non è serena nella sua scelta, nel senso che probabilmente ne desidererebbe un altro, ma la paura la paralizza. Quindi mi spiace molto, davvero, anche perché è un percorso che deve fare lei e lei con lui, ma che difficilmente qualcuno potrà alleggerire.
Altre reazioni degne di nota sono state principalmente due: la mia maestra di cucito ha affermato “e adesso?”…. ma che domanda è? Li per li devo aver risposto qualcosa tipo “boh, magari lo abbandonerò”, poi per spiegare meglio la sua domanda ha aggiunto “beh, lo manderai al nido”. Io non ho capito il collegamento, ma andiamo oltre.
La seconda è stata quella di un collega che dopo essersi complimentato ha chiesto quanti anni avesse Paciuk e quando gli ho risposto “4”, ha affermato “beh, di solito si fanno dopo 3”. Come se esistesse una regola, una legge che ti obblighi a ri-figliare dopo 3 anni dal primo, come se fosse facile pianificare. E’ chiaro che lui lo zen non sa nemmeno dove stia di casa!

venerdì 10 maggio 2013

La via dello zen

E' stato difficile aspettare e aspettare e aspettare. Trovare ogni mese la pazienza e lo slancio per dire "sarà il mese prossimo". E' per questo che la Volpe ha pensato di battezzarlo subito "star", che come i veri divi si è fatto aspettare un sacco.



E' stato un percorso davvero lungo ma penso che sia stato importante. Ho imparato tante cose e sono cambiata e visto che trovo gli elenchi semplici, efficaci ed esaustivi, eccovelo:



- Ho imparato a conoscere meglio il mio corpo, a decifrare certi segnali, ad assecondare certi istinti



- Ho imparato che la vita è beffarda: ti fa credere che tu abbia tutto sotto controllo, in verità le cose veramente importanti come l'inizio e la fine (e anche gran parte di quel che c'è in mezzo) non lo puoi stabilire, puoi solo accettarlo.



- Ho imparato quindi ad essere (un tantino) più zen, a lasciare che le cose prendessero il loro corso, che non per forza era quello che avrei preferito



- Ho imparato a trovare i lati positivi anche del corso diverso degli eventi. Mi piace pensare che ci sia un perché



Devo dire che quando mi sono davvero rilassata, quando ho smesso di farmi le paranoie tipo "e se poi nasce in inverno non posso fargli la festa al parco" "e se poi aspetta ancora un po’ Paciuk sarà all'università e non avranno niente da spartire", quando proprio proprio ho smesso, allora il miracolo è arrivato.



Un'altra delle cose che ho imparato è che la vita è davvero totalmente un miracolo. Non nel senso religioso del termine, proprio nel senso che non possiamo sapere tutto, che non tutti i meccanismi sono chiari. Tipo: se il soldatino del Pi ce l'ha fatta a conquistare il mio ovetto proprio adesso, perché non prima? Se si piacevano, se stavano tutti bene, se lo desideravamo, perché proprio solo quel soldatino li con quell'ovetto li? Ecco, nessuno ve lo sa spiegare. Il medico stesso, di fronte alle analisi perfette ha serenamente dichiarato "beh allora divertitevi" e ci ha liquidato.



Adesso sono in bilico tra il terrore e l'euforia. Oggi abbiamo la prima visita, che ovviamente speriamo confermi che tutto è al suo posto, poi allargheremo la notizia anche oltre l'entourage stretto che è già stato informato e soprattutto ne parleremo a Paciuk, che qualche giorno fa, parlando con la Nonna Super di un amichetto che è diventato Fratello Maggiore (e la Nonna Super iniziava a decantare le meraviglie dell'essere fratello maggiore), lui ha risposto: "io non ce l'ho un fratellino… ma poi, non so neanche come LI DISTRIBUISCANO".
Non so bene come procederà questa strada e se l'avventura andrà a buon fine (zen, sono zen), però come già concordato con la Volpe ai secondigeniti è vietato somministrare vitamine varie e Omega3, che poi mi diventano troppo intelligenti e profondi.


venerdì 13 gennaio 2012

Cambio!

Sono una maga, anzi una stregona, anzi una magona, come piace dire a me e alla Volpe.
Si, perchè questa mattina mi sono svegliata e ho pensato "che bel giorno per nascere, venerdì 13, speriamo che la Volpe sforni oggi". Poi sono andata come al solito al lavoro.
In pausa pranzo ho acceso il cellulare e ho mandato un sms alla Volpe, scrivendole esattamente il mio pensiero della colazione.
Per abitudine spengo il telefono mentre sono in ufficio, quindi l'ho riacceso all'uscita e cosa mi arriva? un sms della Volpe che mi scrive che è in ospedale, che sarà lunga ma è la.
OH! GAUDIO, OH! GIOIA, OH! TRIPUDIO! Inizio a non pensare ad altro.
Verso le 18 mi arriva un messaggio: "ce l'abbiamo fatta. Che shock"
MA CHE CAVOLO DI MESSAGGIO E'?
Ora amo e continuerò ad amare la Volpe, ma a voi vi pare il caso di mandare un sms così?! Niente peso, niente dimensioni, orario, niente "stiamo bene". Ho provato subito a chiamarla ma ovviamente non rispondeva al telefono, quindi ho risposto al messaggio e poco dopo un nuovo sms "si, è nato. Stiamo bene. Ti chiamo dopo". Amica, io davvero ti ho scelta, perché se mi fossi capitata non so se ti sopporterei ;)
Insomma la faccio breve: Sfolli ha ceduto il suo posto in d'ospedale alla Volpe (letteralmente: si sono incontrate nel corridoio mentre una se ne andava dondolando appoggiata alla sua carrozzina con una pupa nuova fiammante, l'altra piegata in due dalle contrazioni e dalla fatica).
Io c'ho un rimescolamento di emozioni che non vi dico. Sono poi riuscita a parlare al telefono con la Volpe, che mi è sembrata ancora troppo confusa ed emozionata. Domani andrò a trovarla, spero che riesca a fare un pò di ordine, perchè davvero questa sera non era molto in sé! 
E non lo sono nemmeno io, in effetti. 

lunedì 2 gennaio 2012

Il piacere di essere mamma

E' dopo giornate come questa che si capisce il perché il genere umano non si sia estinto.
Dopo il mio post allarmista, oggi devo davvero dire che probabilmente era solo un pò stanco, aveva bisogno di ferie e di staccare la spina, perché in questi giorni e oggi in particolare, è davvero bravo.
Simpatico, ubbidiente, chiaccherino. Un amore!
Questa mattina abbiamo sfidato la pioggia e siamo usciti, ognuno col proprio ombrello, abbiamo preso l'autobus e dopo poche fermate eravamo in centro città, abbiamo fatto un rapido giro e siamo rientrati. Lui è stato da manuale, bravissimo a camminare con il suo ombrellino, l'unico problema è che non vedeva le persone e tendeva ad andare addosso a tutti (e io mi divertivo un sacco!). Ovviamente le pozzanghere erano  un'attrazione irresistibile, ma non ho tentato di farlo desistere: al rientro l'ho cambiato e stop. Si è anche intrattenuto con un venditore ambulante di ombrelli, al quale ha spiegato che stavamo andando a casa e che dovevamo aspettare l'autobus. E io sempre li a guardarlo e a divertirmi!
Insomma, in giornate come queste lo amo ancora di più e sono contenta della scelta che ho fatto di sfruttare i giorni residui di congedo parentale (leggasi maternità) per stare con lui queste due settimane di vacanza.
Speriamo che anche i prossimi giorni proseguano così.

domenica 13 novembre 2011

L'inps le 100 fatiche di Wonderpit

Visto che al lavoro non hanno più voglia di dimostrarsi disponibili, attenti e sensibili alle problematiche delle mamme lavoratrici, io non sono più disponibile, attenta e sensibile alle problematiche del lavoro d'ufficio. 
Praticamente me ne fotto.
Ho smesso di essere proattiva e propositiva, non dico più quello che penso, non faccio più sapere la mia opinione, mi faccio i cazzi miei. Prima quando dicevo la mia mi ringraziavano e apprezzavano la trasparenza e la sincerità. Ora che non lo faccio più nessuno se ne accorge.
Forse pensano che tutto vada bene, o forse non si accorgono della differenza. Fa riflettere.
Però i sassolini dalle scarpe riesco comunque a togliermeli. Tipo venerdì, quando sono venuti a chiedermi cosa ne pensassi del collega nuovo, dopo che la collega ha sbottato col capo urlando che è un incapace (quello nuovo) e che lei è stanca di parare i suoi errori. Io è da un pò che nutro un pò di dubbi su di lui, però francamente non avevo voglia di investire parole ed energie e andare ancora una volta a bussare dal capo, quindi mi sono fatta gli affari miei. Però dopo aver detto la mia (a domanda, ho risposto), visto che il capo si è pure un pò stupito e stranito di non aver avuto segnalazioni prima, io ho candidamente risposto "nessuno mi ha chiesto di far sapere cosa ne pensassi e del resto non penso sia io la persona che dovesse vegliare e verificare il percorso di formazione del collega nuovo". Tiè, beccati questo.
Che poi tanto solo io ho capito che era un sassolino che mi stavo togliendo, il capo mica l'ha capito.
Comunque, tutto questo per dire che ho un bel pò disinvestito sul lavoro e finchè dura questa mia capacità di fregarmene, ben venga.
Ho quindi deciso di godermi mio figlio durante le vacanze di Natale e per farlo a pieno ho fatto richiesta di congedo parentale dal 24 all'8. In sostanza la maternità che non ho goduto del tutto e che mi spetta fino ai 3 anni.
Sono diligentemente andata sul sito dell'INPS per scaricare il modulo e scopro che dal 1° ottobre le domande si fanno solo via web. Bella idea, penso. L'ho pensato fino a quando non mi sono addentrata nella procedura.
1) Per accedere al servizio devi avere un PIN. La prima parte del pin è stata spedita a casa ennemila mesi fa dall'INPS stessa.
1 bis) cerca la lettera
2) richiedi la seconda parte del PIN tramite portale e attendi l'sms che ti comunica la restante parte del PIN.
3) cerca nel portale il percorso giusto per trovare il modulo di congedo parentale. Si, perchè te ne danno solo una parte, un pò come in una caccia al tesoro, la parte finale te la devi cercare da sola. Per la cronaca, è nel capitolo Invio domande di prestazione a sostegno del reddito > diminuzione capacità lavorativa > MATERNITA - EUREKA! Ecco, io per trovarlo ci ho messo un pò, che non pensavo mica fosse una domanda di prestazione a sostegno del reddito, pensavo fosse la mia voglia di stare con mio figlio, ma quel capitolo li non c'era.
4) Riprova nei giorni successivi a connetterti, che hai trovato il percorso ma il sito non funziona.
5) Scopri che il tuo PIN non va bene, che serve un PIN DISPOSITIVO (?!)
6) capisci come richiedere un PIN dispositivo
7) compila la domanda per PIN dispositivo, stampala, firmala, fotocopia la carta di identità, scansiona il tutto, caricalo sul portale (c'era anche l'alternativa: mandarlo via fax o portarlo di persona (!!) ).
8) attendi l'attivazione del PIN dispositivo
9) una volta ricevutolo (2 giorni dopo), procedere con la compilazione della domanda.
Stando a quanto ti dice il portale, non devi presentare nulla in azienda, che fanno tutto loro. Io per scrupolo ho comunque avvisato, (ah, e il capo ha detto "grazie che me lo chiedi" no, non te lo sto chiedendo, te lo sto comunicando, ma vabbè) e la povera collega dell'ufficio del personale ancora oggi, dopo 15 giorni, si domanda come riceverà la comunicazione della mia richiesta. 
Sono la prima in azienda che la fa da quando è iniziato il nuovo sistema on-line. Che culo!
Si accettano scommesse