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martedì 14 febbraio 2012

Volpe-contributo #8

Da chi di amore se ne intende..

Quest'estate in spiaggia, limitata dal panzone, dal caldo, dal maldischiena e dalla completa intolleranza al sole,
me ne sono stata giorni e giorni spiaggiata come un'otaria, immobile e ridicola sotto l'ombrellone, marinata 
di protezione totale color bianco gesso, dedicandomi alle mie attivit‡ vacanzifere preferite: 1-leggere leggere leggere 
2-farmi i fatti altrui (anche detto "people watching & listening".
La scena pi˘ bella cui ho assistito, e che mi Ë tornata in mente proprio oggi, quale tributo San Valentinifero,
Ë quella di quattro bambini 5/7enni intenti al gioco di ruolo "le coppie".
La femmina pi˘ scaltra si fidanza con l'unico maschio, le altre due bimbe si abbracciano con trasporto e si incamminano
mano nella mano sulla battigia.
Poi la femmina scaltra esordisce chiedendo "ma ci si puÚ fidanzare tra femmine?".
Silenzio generale, faccette concentrate e piccoli neuroni in funzione...
L'unico maschio non pavone mette fine all'empasse "certo che sÏ, ma solo se ci si ama moltissimo.".
Saggezza infantesca.
Buon amore a tutti!

giovedì 14 aprile 2011

Volpe-contributo #7

Lei è la mia perla.

E’ cresciuta, custodita protetta e al buio, in una conchiglia speciale.

E’ luminosa.

E tonda.

Sa di salmastro.

Ha bisogno di luce per non appassirsi e sbiadire.

Mi fa un po’ signora, ma mi impreziosisce e la sfoggio con orgoglio.

Lei chiama le perle del suo libro preferito PALLE anche se io insisto a chiamarle perle..

Ma ieri ha scoperto a soli due anni che amore è venirsi incontro e mi ha regalato questa perla: MAMMA GUADDA, UNA PALLA PERLA!

















mercoledì 23 febbraio 2011

Volpe-contributo #6

TEMPI BIBLICI E ALTRE LENTEZZE

Ho incontrato di recente una coppia di conoscenti che non vedevo da qualche anno.

Si sono stupiti che mi fossi riprodotta e che il seme (cresciutello) dell’eroica impresa trotterellasse pimpante al mio fianco.

C:“Quanto ha?”

V: “mmh…(chè mai mi ricordo a freddo, così) 23 mesi”

C: “Caspita, e com’è?”

V: “Mi sto abituando”

C: “beh, ci hai messo un po’ ” + scroscio di risa e sguardo ti-disintegro-testè-mamma-dei-miei-stivali.

Certo non sono Speedygonzales, ma io intendevo che come in tutte le relazioni ci vuole tempo, anche quantitativo, per conoscersi, prendere le misure, affinare affinità e ottenere qualità. Mica è roba da poco abituarsi ad essere madre, calzare comodamente e con disinvoltura i panni di un’adulta (l’ho scritto ARGH) che si prende cura di un cucciolo.

Ma con i conoscenti non ho perso tempo a dettagliare.

E loro non ne hanno perso chiedendomi approfondimenti.

Gli amici invece condividono dubbi, certezze e considerazioni. Loro sanno che la mia gravidanza non è ancora finita.

E non perché io sia un’elefantessa (forse un po’ nella grazia, ma non nella sostanza) ma solo perché il gioco non è che cominciato.

La parte della pancia, del parto, dell’allattamento, dello svezzamento mi son piaciute certo, come esperienze da provare. Ci ho messo il massimo perché sono tappe intermedie e costruttive e lo so e sapevo e so che vanno affrontate al meglio. Ma PUNTO.

Chè il vero bello è ben altro.

Appartengo alla cerchia di femmine cui i creaturi piacciono interattivi più che tamagotchitosi e che trovano più faticoso ma MOLTO più stimolante relazionarsi a personcine che a soprammobili bisognosi di cure.

Chi non lo capisce sono fatti suoi, ma si perde il cuore di panna.






























giovedì 13 gennaio 2011

Volpe-contributo #4

SOSPESI

Non parlo del “sospeso” di Napoli, cioè il caffè che quando si è di buon umore, motivato o gratis, si paga in più a quello bevuto, lasciandolo in omaggio ad un cliente che verrà, sconosciuto e grato.

Parlo del sospeso emotivo, di ciò che abbiamo intravisto, iniziato, assaggiato ma non concluso, non completamente vissuto. E che come tale custodiamo gelosamente negli abissi profondi dell’io come assai promettente e potenzialmente perfetto. Quali abissi nascondono le donne!

Ma come ci si libera dei sospesi?

Sarebbe come elaborare un lutto che in realtà non esiste, staccarsi da qualcosa che in fondo non ci è mai appartenuto, se non come effimero.

sospesa mi troverai

nel petto brucerai



martedì 4 gennaio 2011

Volpe-contributo #3


BACI ABBRACCI & STROFINAMENTI

Ieri, come ogni lunedì, tornando a casa ho trovato la solita coppietta di liceali (incuranti delle natalizie festività, beati a’lloro) avvinghiata e affaccendata in romanticissimi baci muretto.
Io ADORO i baci muretto.
E i baci panchina. I baci cinema; quelli semaforo, ombrello, portone, pensilina, erba, pioggia, spiaggia. Quelli urgenti e irrinunciabili. Quelli non dati e immaginati. Quelli trattenuti e procrastinati e poi finalmente rubati.
Quei baci lì fine a se stessi, preludio di nulla, capaci di far perdere cognizione spazio temporale.
Correggo: ADORAVO.
Non che adesso non venga più baciata, sia chiaro. Il mio dolce un terzo è affettuosissimo e, nonostante le apparenze, mi coccola, spolvera, accarezza, buffetta e altro.
In più c’è la creatura ora, che mi abbraccia, mi straccia, mi sbava…
Ma è diverso.
Io sono un’inguaribile romantica e anche –per chi non l’avesse capito- un’incurabile immatura.
Quindi forse più che i baci gli invidio la leggerezza, a quei due là, la capacità di fottersene di tutto, di azzerare il mondo attorno a sé, di avere ancora tutte le pagine bianche da scrivere.
Sarà per quello che ai bilanci ho rinunciato.
Perché nonostante l’età non più tenera continuo a sentirmi o a volermi sentire come quindici anni fa, quando ancora nulla era segnato.
Così anche se l’Uomo continua a ripetermi che sono anacronisticamente legata all’adolescente che ero nell’ormai sbiadito millennio scorso e che dovrei invece accogliere a braccia aperte la donna che mio malgrado sono diventata, io evaporo spesso e volentieri nel fantasy world  parallelo e magico dove di concreto c’è poco o niente.
LA PRIMA COSA BELLA è il mio film.
Mi sposerò in punto di morte. Con rossetto brillante e parrucca cotonata. E un mega sorriso sulle labbra.
Concedetemi di immaginarlo.
E di temporeggiare…


martedì 28 settembre 2010

Volpe-contributo #2

DESCRIVIMI BENE

Una mia cara amica si è lamentata che al lavoro, a volte, le fanno fare la “velina” muta, soprammobile di bella presenza.
E’ già qualcosa, penso io..
E meglio al lavoro che a casa, penso anche..

Sì perché la settimana scorsa (un po’ me ne vergogno, ma c’ho lo pseudonimo, posso sbilanciarmi =)) ho rivisto il film Shakespeare in love in compagnia del mio dolce 1/3. Niente di che il film, manco mi era piaciuto la prima volta, anche se una scena mi aveva e mi ha ancora molto colpito. Nel finale infatti i due innamorati sono costretti a separarsi per sempre, perché la loro unione è impossibile e mentre si dicono struggentisssimamente addio lei si fa promettere che lui scriverà di lei in ogni donna delle sue opere future e si accomiata con un imperativo “descrivimi bene!”.

Ho subito empatizzato e compreso il suo timore. Il medio maschio infatti si sofferma molto sulla superficie e poco, o male, scava nel vivo cuore pulsante della sua donna,,, Beh, ho test’è messo alla prova il mio, di medio maschio, che si è prontamente dimostrato ben al di sotto della media e delle mie amorose aspettative, verbalizzando le seguenti, dolenti, testuali parole.. “se dovessi descriverti in breve direi, boh, forse che sei simpatica e di compagnia..”.

Di compagnia?!
Mai avrei immaginato di invidiare le veline...

martedì 7 settembre 2010

volpe-contributo #1

Vanità di Vanità

Oggi pioviggina. E per me che son metereopatica (oltre a tutto il resto) è peggio che se tempestasse.

Quindi sono di pessimerrrrimo umore.
Comunque non era di questo che volevo rendervi edotte. Anzi.
Riflettevo in questi ultimi giorni che la conseguenza più nefasta della mia maternità è stato il crollo pressoché totale della mia autostima estetica.
Son sempre stata vanitosa e fiera di esserlo. Ma da quando mi son riprodotta mi sento trasformata in una donna nuova, con molto meno esteriorEgo. E ne soffro.
Vorrei dar la colpa al medio maschio, ormai inadatto anche solo a corteggiare, supportare, lodare, rincuorare. E non sarebbe per sparare sulla croce rossa, ché ci ho le mie fondate ragioni. Leggevo infatti su un settimanale della Repubblica che una nuova moda sta spopolando in Germania, ovvero quella delle escort per giovani donne. Ragazze tipo me, sulla trentina, non  del tutto sfigate, essenzialmente etero, che “ingaggiano” compagne del loro sesso per sentirsi desiderate nel modo giusto, intimamente comprese e non solo fisicamente appagate.
 Ci tengo a rimarcare…non è per mancanza del medio maschio? O solo del mio?
Ché guarda caso mai e poi mai mi sento inadatta, poco all’altezza, troppo morbida o troppo spogliata, insomma inadeguata di fronte alle mie tante amiche. Mai e poi mai dubito del loro femmineo amiciziamore. Mai e poi mai vivo nel timore di essere lasciata per una più giovane, più spettinata, più soda, più pazza.
Com’è??

Vai cercando qua, vai cercando là,
ma quando la morte ti coglierà
che ti resterà delle tue voglie?