Dovrei ancora raccontarvi dei Nonni Strani e della loro totale assenza di interessamento al nipote malato, unica telefonata in 5 giorni è stata per chiedere un favore. Ma oggi c'era il sole e non ho voglia di farmi venire il sangue amaro.
Potrei raccontarvi del mio capo e del fatto che mi ha fatto domande dettagliate sulle nostre intenzioni di procreazione. Non contento delle mie risposte (non resterà figlio unico, non aspetterò i 18 anni, non stiamo cercando ora -che già mi sembrava di essermi sbottonata abbastanza-) ha chiesto se per favore quando "apriamo le danze" glielo facciamo sapere. Ma la primavera è arrivata, la siepe è piena di germogli e non voglio pensare a certa grettezza.
Però c'è una cosa che mi sfrigola nel cervello da quando ho sentito questa mattina questa ennesima notizia di maltrattamenti in un asilo nido: ma porcaccia miseria i genitori dove cacchio sono? Possibile che non si rendano conto che i figli NON STANNO BENE nel posto dove passano gran parte della giornata? Io davvero non ci credo.
Sono stra convinta che i bambini siano a modo loro estremamente comunicativi, sta a noi adulti capire ed entrare in sintonia con loro.
Un esempio chiaro di quello che intendo è il comportamento del Paciuk negli ultimi giorni: il Pi si è ammalato, ha ceduto anche lui all'otite (Paciuk untore!) ed è stato febbricitante (39!) per tre giorni. Quindi sono cambiati i nostri ritmi tradizionali: la mattina l'ho portato io al nido e al pomeriggio non ci siamo fermati in ufficio a salutare papà, inoltre il giovedì festivo (e piovoso) in casa è stato pesante: papà era in casa, ma di fatto non c'era, accovacciato sul divano o su una poltrona sommerso da strati di vestiti e coperte. Il Paciuk lo ignorava (pensavamo noi). Quando ieri ha iniziato a stare meglio e ad interagire di nuovo col mondo, la bestiolina gli ha fatto chiaramente capire che non aveva gradito "l'abbandono": qualsiasi domanda il Pi gli rivolgesse, la risposta era univoca "no, mamma!". A tavola ha chiesto l'acqua, il Pi ha allungato il braccio verso la bottiglia e lui "no, mamma!" e così per QUALSIASI COSA. UNA TRAGEDIA! Una punizione brutta anche per me invero!
Quindi torniamo a bomba: se per una semplice influenza/otite il Paciuk ha accusato così il colpo e ci ha fatto capire che proprio non gli era andata giù, se venisse maltrattato, picchiato, chiuso in stanze buie durante il giorno, cosa farebbe? Davvero non lancerebbe segnali, a modo suo?
E' chiaro che la nostra è una possibile lettura dell'atteggiamento del Paciuk, sta di fatto che oggi, che il Pi è tornato completamente in sé, ha giocato con lui, hanno passato del tempo insieme, la magica frasetta è scomparsa.
La lettura che abbiamo dato a questo episodio è per noi la più plausibile e l'abbiamo "elaborata" dopo aver osservato il Paciuk una giornata intera e cercato di analizzare cosa ci fosse di diverso rispetto al solito nella nostra routine, che potesse dargli fastidio.
E di nuovo mi chiedo: ma davvero questi bambini maltrattati non hanno dato nessun segnale ai loro genitori? Non posso credere che un bambino che viene chiuso da solo in un locale buio si aggiri poi serenamente per le stanze di casa.
Magari verrò contraddetta, ma penso che se un bambino piange tutti i giorni quando viene lasciato al nido, un problema c'è e non è il bambino.