domenica 20 marzo 2011

Io non ci credo

Dovrei ancora raccontarvi dei Nonni Strani e della loro totale assenza di interessamento al nipote malato, unica telefonata in 5 giorni è stata per chiedere un favore. Ma oggi c'era il sole e non ho voglia di farmi venire il sangue amaro.
Potrei raccontarvi del mio capo e del fatto che mi ha fatto domande dettagliate sulle nostre intenzioni di procreazione. Non contento delle mie risposte (non resterà figlio unico, non aspetterò i 18 anni, non stiamo cercando ora -che già mi sembrava di essermi sbottonata abbastanza-) ha chiesto se per favore quando "apriamo le danze" glielo facciamo sapere. Ma la primavera è arrivata, la siepe è piena di germogli e non voglio pensare a certa grettezza.
Però c'è una cosa che mi sfrigola nel cervello da quando ho sentito questa mattina questa ennesima notizia di maltrattamenti in un asilo nido: ma porcaccia miseria i genitori dove cacchio sono? Possibile che non si rendano conto che i figli NON STANNO BENE nel posto dove passano gran parte della giornata? Io davvero non ci credo.
Sono stra convinta che i bambini siano a modo loro estremamente comunicativi, sta a noi adulti capire ed entrare in sintonia con loro. 
Un esempio chiaro di quello che intendo è il comportamento del Paciuk negli ultimi giorni: il Pi si è ammalato, ha ceduto anche lui all'otite (Paciuk untore!) ed è stato febbricitante (39!) per tre giorni. Quindi sono cambiati i nostri ritmi tradizionali: la mattina l'ho portato io al nido e al pomeriggio non ci siamo fermati in ufficio a salutare papà, inoltre il giovedì festivo (e piovoso) in casa è stato pesante: papà era in casa, ma di fatto non c'era, accovacciato sul divano o su una poltrona sommerso da strati di vestiti e coperte. Il Paciuk lo ignorava (pensavamo noi). Quando ieri ha iniziato a stare meglio e ad interagire di nuovo col mondo, la bestiolina gli ha fatto chiaramente capire che non aveva gradito "l'abbandono": qualsiasi domanda il Pi gli rivolgesse, la risposta era univoca "no, mamma!". A tavola ha chiesto l'acqua, il Pi ha allungato il braccio verso la bottiglia e lui "no, mamma!" e così per QUALSIASI COSA. UNA TRAGEDIA! Una punizione brutta anche per me invero!
Quindi torniamo a bomba: se per una semplice influenza/otite il Paciuk ha accusato così il colpo e ci ha fatto capire che proprio non gli era andata giù, se venisse maltrattato, picchiato, chiuso in stanze buie durante il giorno, cosa farebbe? Davvero non lancerebbe segnali, a modo suo?
E' chiaro che la nostra è una possibile lettura dell'atteggiamento del Paciuk, sta di fatto che oggi, che il Pi è tornato completamente in sé, ha giocato con lui, hanno passato del tempo insieme, la magica frasetta è scomparsa. 
La lettura che abbiamo dato a questo episodio è per noi la più plausibile e l'abbiamo "elaborata" dopo aver osservato il Paciuk una giornata intera e cercato di analizzare cosa ci fosse di diverso rispetto al solito nella nostra routine, che potesse dargli fastidio.
E di nuovo mi chiedo: ma davvero questi bambini maltrattati non hanno dato nessun segnale ai loro genitori? Non posso credere che un bambino che viene chiuso da solo in un locale buio si aggiri poi serenamente per le stanze di casa.
Magari verrò contraddetta, ma penso che se un bambino piange tutti i giorni quando viene lasciato al nido, un problema c'è e non è il bambino.

6 commenti:

  1. hehe che dolce il Paciuk con le 'paturnie' :-)
    Sono d'accordissimo con te: perfino gli animali comunicano continuamente, figurati se un bambino non lo fa!

    Ma allora...how do you say...Libstɐ, oder? E qui rimuovo i ricordi traumatici di quell'Uomo Tedio che era il nostro Prof. di Linguistica...

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  2. Un premio per te:

    http://amolapiadina.blogspot.com/2011/03/liebster.html

    Ciao e buon inizio primavera

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  3. Concordo pienamente con te sull'asilo...la BiBi ora che l'ho ritirata un mese per malattia mia chiede continuamente di andare all'asilo e questo mi rincuora...una volta sola ha pianto quando l'ho lasciata...e già m'era presa male.

    Posso invece sottolineare quanto scassano i capi.....il mio non fa domande così dirette ma...non ci si allontana molto facendoti intendere che cercare un altro figlio, tra l'altro, è un'azione assai riprovevole e sconsiderata!!!

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  4. ciao wonderP! ho fatto 1 salto qui e mi ha appassionato questo post. non ho mai conosciuto bambini maltrattati né loro genitori, quindi non so giudicare. ma ho conosciuto adolescenti tossicomani e soprattutto i loro genitori. uno dice, possibile che non ti accorgi che tuo figlio fa/dice/assume certe cose? no, non te ne accorgi. ti assicuro. la capacità di mascheramento e negazione che si possono raggiungere sono immense, e sorprendenti. certo un bambino, specie se piccolo, ha motivazioni diverse. ma credo che la paura, quella cieca e irrazionale che deve provare, sia un freno inimmaginabile ad esprimere certi disagi, per quanto grandi, anzi proprio perchè così grandi. grazie per aver tirato fuori questo tema. un abbraccio!

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  5. @EteVaM: spero niente di grave la tua salute!

    @la tina: bentrovata! grazie per il tuo messaggio, probabilmente hai ragione per quanto riguarda gli adolescenti, ma penso (e spero!!) che la spontaneità e ingenuità dei bimbi abbiano il sopravvento sulla paura!
    Ad ogni modo penso davvero che sia necessario tenere sempre gli occhi aperti e parlareparlareparlareparlare ma anche ascoltareascoltareascoltare i propri figli!

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  6. scusa, ma io mi indigno ancora più come donna che come mamma...e ciò che trovo più atroce del post è il triste accenno alla cafonata del tuo capo.
    ma che storia è??
    dovremmo evirarli tutti quelli come lui, che purtroppo son tanti e tronfi e a piede libero.
    magari così avrebbero qualcosa di concreto di cui pre-occuparsi, anzichè del dove-come-quando-perchè-con-o-senza-la-loro-benedizione si sparge e cresce il seme...
    I N D I G N A T I S S I M A volpe

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