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mercoledì 7 novembre 2012

Privilegi

Di recente abbiamo visto i nostri Amici, quelli protagonisti dell'Estate nera e di un non molto più roseo autunno.
Abbiamo prima organizzato una cena a casa nostra con quelli che hanno dovuto reinventarsi famiglia, reimpostare la routine e riorganizzarsi i tempi, ora che i figli non sono più due, ma solo uno.
Poi l'altra sera ci siamo mangiati una pizza a casa con quelli che invece hanno dovuto iniziare il loro percorso di famiglia non preoccupandosi solo di pannolini e poppate, ma piuttosto di chemio e intervento.
Non c'è bisogno di ribadire che voglio bene a entrambe le famiglie, che in quanto amici li abbiamo scelti, quindi è chiaro che mi piacciano.
Il valore aggiunto, che mi riempie il cuore, è la sensazione di essere privilegiata ad avere degli amici così.
Molto spesso con la Volpe ci troviamo a parlare di amicizia, del tempo che si dedica alle amicizie, di come si diventi più selettivi col passare degli anni. Ecco, se è vero che il tempo libero si riduce ed è quindi necessario investirlo con le persone giuste, io sono profondamente orgogliosa di riuscire a passarne un po’ del mio con queste persone qua. Mi arricchiscono, mi fanno sentire "piena". Sono delle belle persone, con una forza interiore fuori dal comune e chi ha il privilegio di potergli stare vicino non può che venirne contagiato.

domenica 9 settembre 2012

Sono un pò inacidita

Per fortuna che il Pi mi da manforte e mi rassicura sul fatto che non mi sto inacidendo, ma che c'è gente davvero stronza  strana.
REWIND
I nostri vicini-amici, con i quali abbiamo trascorso anche diverse vacanze, oltre che a cene e serate varie, cambiano casa. Hanno deciso di farlo per ingrandirsi un pò (dettaglio acido: due figli DEVONO avere due stanze, altrimenti come crescono?) e per avvicinarsi ai nonni, che indubbiamente potranno aiutarli nella gestione dei due pupi che hanno messo rapidamente, volontariamente al mondo.
Hanno trovato casa più di 8 mesi fa e sono riusciti a incasinarsi e complicarsi la vita in un modo veramente esemplare, perchè la loro nuova casa sarà pronta indicativamente a gennaio (costruttore permettendo), ma avendo deciso di inserire i bimbi al nido già nel nuovo paese (30 km da qui) avevano deciso di prendere un appartamento in affitto arredato laggiù. Ma fino a settimana scorsa non l'avevano ancora trovato.
A me sembra patologico, ma contenti loro...
Ecco, peccato che NON fossero contenti e trapanassero i cabasisi a tutto il mondo circa quanto fossero stanchi, quanto fosse faticoso, quante cose avessero da fare. Il tutto ancora PRIMA di iniziare a imballare il necessario.
A dir la verità sono tornati stanchi già dalle 3 settimane di mare e ci hanno stracciato i maroni raccontando, a noi che eravamo a casa a scioglierci, quanto fosse stressante stare al mare con due bimbi piccoli. Poi per riprendersi sono andati al lago un'altra settimana.
Ok, di sicuro parte della mia acidità può essere data anche dall'invidia, che loro pare abbiano trovato la gallina dalle uova d'oro, visto che lei è 3 anni che non lavora (per le 2 gravidanze consecutive) e sono comunque riusciti non solo a cambiare casa, ma pure a farsi quel popò di vacanze.
Però adesso arriva l'epilogo e ditemi voi se esagero.
Li abbiamo visti domenica scorsa, per tutto il pomeriggio e parte della serata, al battesimo dei due bambini ed eravamo d'accordo che il martedì sarei salita da loro per fare gli auguri al piccolo, che compiva un anno.
Il martedì non erano in casa e allora ho mandato un sms chiedendo quando li avrei trovati.
Mi hanno risposto che con l'inserimento dei bimbi erano "molto presi, molto stressati" (novità delle novità) e "prima o poi ci vedremo"(ma non lo sapevate la domenica che sarebbe iniziato l'inserimento?).
Ieri mattina li abbiamo visti con un furgone pieno. Ci siamo fermati e -increduli- abbiamo chiesto: "ma avete trovato l'appartamento? state andandovene?", in tutto il pomeriggio di domenica non avevano trovato il tempo di dircelo e noi avevamo smesso di chiederlo perchè andavano in paranoia ogni volta che si toccava l'argomento "casa". La risposta è stata vaga e confusa "stiamo spostando la roba dei bambini, poi finiremo settimana prossima" (ma i bambini staranno nell'appartamento nuovo da soli?! boh).
E poi sono spariti. Non ci hanno nemmeno suonato il campanello per dirci "ciao noi andiamo". Però di fatto non ci sono più.
Vabbè ciao eh! Il regalo per vostro figlio lo riciclo al prossimo compleanno!

domenica 8 luglio 2012

Nell'abisso e ritorno

Sono stata al funerale del Piccolo. Ci sono andata con il cuore nell'abisso, svuotata e incredula.
E' stato pesante, potente, straziante e totalizzante.
La sorpresa è stata la sensazione di leggerezza che è riuscito a infonderci il prete. Mai mi sarei aspettata che si potessero trovare parole di fronte ad un dramma così, invece c'è riuscito e ha colpito anche il Pi, famoso ateo mangia preti da sempre.
La sera confrontandoci abbiamo entrambi convenuto di quanto fosse riuscito a focalizzare il SENSO: è l'amore che conta -ha esordito all'inizio della messa- e che da senso al tutto. L'amore che è stato scambiato, donato e ricevuto.
E' un concetto semplice, ma per niente scontato. 
E' riuscito a dare un'apparenza di senso a questo dramma e anche a tutto il nostro agire quotidiano. 
E mi sento grata, perché nella mia vita ce n'è tantissimo di amore e la mia famiglia e i miei amici me lo dimostrano in continuazione.
Ma chi ci pensava che una tragedia simile potesse avere questo risvolto?

martedì 3 luglio 2012

Ovosodo

Ci sono cose che semplicemente non dovrebbero succedere.
Non dovrebbe succedere che un bambino di 2 anni muoia per problemi cardiaci mentre era in attesa di trapianto.
Non dovrebbe succedere che una mamma da 15 giorni scopra di avere un tumore al seno e festeggi il primo mesiversario del suo piccolo con la chemioterapia.
Non dovrebbero succedere e basta
e non perché siano amici miei
ma perché non riesco proprio a concepirlo.
Non riesco a dargli un senso, non riesco a mandare via questo ovosodo
Non riesco nemmeno a prendermela con qualcuno. 
Nemmeno Dio mi sembra adatto, che è piuttosto la vita che è bizzarra e bastarda, lui penso c'entri poco.
Forse qualcuno con cui arrabbiarsi aiuterebbe, quantomeno a scaricare l'incazzatura.
Sono tragedie che succedono spesso e talvolta succedono anche vicino a te.
Che poi non si capisce perché debbano raggrupparsi tutte nello stesso periodo, ma non cambia comunque molto.
Fa una paura pazzesca e fa mancare la terra sotto i piedi.
E poi passi il tempo a elaborare e a medicare, ma l'incazzatura, la paura e l'ovosodo restano. 


domenica 20 maggio 2012

Esserci

Riflettevo in questi giorni sul concetto di ESSERCI, nella fattispecie con gli amici.
Siamo tutti pieni di impegni, presi dalla routine quotidiana che riempie tutto lo spazio e il tempo. Non sono poi nemmeno così convinta che sia così negativa questa cosa, in fondo ho sempre odiato la frase "non ho tempo", perché il tempo c'è, ben 24 ore al giorno e poi siamo noi che DECIDIAMO come riempirlo. Decidiamo tutto noi, è innegabile. Perché potremmo anche decidere di non lavorare e risparmiare quel tempo, o potevamo decidere di non figliare per mantenere quel tempo per noi.. ma qui si entra nel paradosso, però così è.
In tutto questo RIEMPIRE, il tempo per le amicizie spesso si riduce a veloci sms o qualche chattata in FB. Quanto meno finché tutto va bene. Ecco, in questo secondo me risiede il concetto di esserci: finché la routine segue il suo corso, finché tutto è sotto controllo, secondo me ci sta che gli amici e i nostri affetti siano un colore di sfondo: sappiamo che c'è e ogni tanto diamo una sbirciatina. Ma è quando si inceppa qualcosa che allora si deve fare la differenza: trovare del tempo diventa importante ed è il segnale che alimenta ulteriormente l'amicizia, la conferma e la rinfranca.

Ho fatto la stessa riflessione anche ieri, quando ho letto dell'attentato di Brindisi (stavo cercando un aggettivo, ma "terribile" mi sembra riduttivo e non trovo altre parole adatte per descriverlo) e ho visto uno striscione "siamo cittadini di un paese che si ricorda di essere unito solo quando si muore". Ma non è proprio quello il senso? Non sarebbe credibile scendere in piazza tutte le settimane per dirsi: "Ah si, siamo un paese unito, ci siamo tutti, bene bene ciao", ma diventa importante manifestare il proprio dissenso e la propria solidarietà e la propria forza e la propria unione quando il meccanismo si inceppa. 

lunedì 17 ottobre 2011

sos tata siamo noi?

Abbiamo vissuto un sabato sera surreale.
Io pensavo fosse un semplice invito a cena da una coppia di amici che conosciamo da anni, invece sembrava di essere sul set di sos tata.
Peccato che la tata non ci fosse, c’eravamo solo io, il Pi e un Paciuk incredulo quanto noi.
Mi sono interrogata su quanto possano cambiare le persone “crescendo”.
Lei la conosco da quasi 20 anni, è una di quelle amicizie “larghe”, nel senso che non ci si sente tutte le settimane, ma ci si vede e ci si aggiorna abitualmente. Ho partecipato al suo matrimonio e lei al mio (nello stesso anno), ho condiviso i momenti della sua prima gravidanza e lei della mia (nello stesso anno). Ora lei aspetta il secondo per il mese prossimo e io mi domando se non esploderanno del tutto. E soprattutto mi domando quando è successo che diventassero così fuori di testa.
Con il primogenito sono, secondo mio modesto, irrichiesto e personale parere, diseducativi e a tratti pericolosi.
Il bimbo per esempio ha un rapporto strano con il cibo, non mangia assolutamente verdura, sotto nessuna forma (se non passata), dopo qualche boccone di qualsiasi pietanza che ha nel piatto ci si mette a giocare con le mani come se avesse 8 mesi. Peccato abbia quasi 3 anni, beve e poi lascia uscire dalla bocca socchiusa l'acqua bagnandosi bavaglia, maglietta, pantaloni.
La madre continua a ripetere, ovviamente in sua presenza, facendosi ben sentire “lui non mangia niente, lui non mangia assolutamente verdura”. La sera, molto spesso, cena con l’actimel e le dixi. Si, le patatine al formaggio.
Lei si giustifica dicendo “eh beh, altrimenti non mangia niente”.
Non voglio fare io la parte della tata, davvero, non voglio salire in cattedra e sentirmi brava. Anche noi abbiamo le nostre difficoltà a continuare a ripetere a Paciuk di non usare le mani (talvolta ci prova ancora), di stare seduto finchè abbiamo finito di mangiare, di finire quello che ha nel piatto. Insomma, le solite, noiose ma necessarie regole base del vivere civile a tavola!

Oltre all’argomento cibo, un’altra cosa che mi ha lasciato perplessa è che lo fanno sedere ancora nel seggiolone. Si, quelli “prima pappa”, presente? Gli chiudono anche le cinghie. Forse dovevo aspettarmelo questo, visto che il padre lo metteva nel box anche dopo che aveva iniziato a camminare da un bel pezzo, almeno sapeva dov’era e non metteva a soqquadro la casa! Ora lui è in paranoia perchè il piccolo mette in disordine e gli ripone i  giocattoli almeno 4 volte al giorno. Mentre il piccolo gioca con qualcosa, lui riordina il resto. Poi il piccolo sposta il suo focus e lui riordina ciò che ha appena abbandonato.

Ecco, vi ho dipinto rapidamente il quadro (potrei andare avanti ancora molto, la serata è stata ricca) perché volevo spiegarvi quanto mi sia trovata in difficoltà. Cosa avrei dovuto fare? Prendere in disparte la mia amica e dirle: “ricomincia da capo”? Dirle: “guarda che stanno facendo i casting di sos tata nella nostra città, chiama”? Davvero, mi domando dove finisca il libero arbitrio familiare e dove inizi la “responsabilità sociale”. 
Lei è mia amica. E’ mio dovere dirle qualcosa? È mio dovere dirle quello che penso, anche se lei non ha minimamente chiesto il mio parere o il mio aiuto? Ho ben presente quanto siano fastidiosi i consigli non richiesti, la pretesa di avere la soluzione in tasca e di sciorinartela come se fossi una deficiente che non ci ha pensato prima o non è riuscita ad attuarla, tutte le mamme le subiscono per mesi. 
Per lei è giusto così, è giusto che il marito si arrabbi e urli con il bambino perché è caduto dal seggiolone, anziché A) verificare se si sia fatto male, B) intervenire prima che caschi, visto che era mezz’ora che si era messo in piedi, C) darsi del pirla che lo mette ancora nel seggiolone.
Per lei è normale nutrirlo con le dixi, anche la cena precedente a casa loro, cioè più di 6 mesi fa, la sua cena era stata a base di patatine. Devo fare io la bacchettona?
O devo solo ringraziare quando la serata finisce, darmi una pacca sulla spalla perché il Paciuk NON conosce le dixi e fregarmene del resto?

Voi cosa fareste?

giovedì 22 settembre 2011

Di rendez vous, pance e...

Io questo post ve lo devo, lo devo a tutte voi che avete letto l'evoluzione della pancia (e delle tette!) di Sfolli: CONFERMO TUTTO! 
E' da un pò che non la vedevo, diciamo che l'ultima volta non era ancora ripiena di Picco e quindi era minuta e sottile proprio come ai tempi dell'università.
Ieri sera finalmente siamo uscite io, lei e la Volpe ed è stata una serata piacevolissima. Entrambe splendide con le loro pancette da circa 27 settimane (eh non mi ricordo la settimana giusta, so che sforneranno entrambe a inizio gennaio) e dei decolté da invidia.
La Volpe più consapevole di quello che l'aspetta e quindi più disincantata (e anche un pò insofferente, che a lei piace di più il dopo-dopo), Sfolli elettrica e galvanizzata e entusiasta e terrorizzata e FELICE. 
Era talmente elettrizzata e coinvolgente nel suo entusiasmo che è riuscita perfino a far cambiare tavolo ad un signore che era comodamente seduto accanto a quello che avevamo scelto noi perchè LUI stava fumando. Mi spiego meglio: arriviamo in questo locale ALL'APERTO, che ha PARECCHI tavoli liberi. Ne scegliamo uno, stiamo per accomodarci e Sfolli si accorge che in quello accanto c'è un tizio che fuma. E' riuscita a farlo spostare. 
Ognuna vive a modo suo i fatidici 9 mesi, Sfolli è una di quelle che "sto facendo una cosa meravigliosa, sto portando avanti la specie, inchinatevi". Io ero uguale! Mi sentivo come la prima donna che si riproduceva sulla faccia della terra. Ovviamente poi in serate come quella di ieri non ci si trattiene nemmeno, che se non si è spontanee tra amiche, con chi? Quindi sfoggiava il suo pancino (e non solo!) a destra e a manca. 
Bello! speriamo di riuscire a incastrarci di nuovo per un'altra serata, prima che entrambe sfornino.

domenica 26 dicembre 2010

Riflessione (amara?)

Grazie alle feste riusciamo sempre a fissare qualche rendez-vous con amici più o meno vicini. Si organizzano aperitivi, cene, dopo-cena cercando di incastrare più persone possibili.
Abbiamo iniziato giovedì sera con un piacevolissimo aperitivo a casa di amici, la serata iniziava dalle 19 circa in poi, noi siamo arrivati alle 19,30 e la cosa bellissima è stato raggiungere la dimora a piedi, visto che abitano a non più di 7 minuti da casa nostra (ed in effetti è assurdo che ci si veda così poco, ahimè).
Raggiunta la casa abbiamo trovato un ambiente piacevolissimo (a parte una casa da paura! bellissima!), con nani di varie età, in varie faccende affaccendate: chi giocava, chi ciucciava...
C'era un bel tavolo con varie leccornie e la serata si è svolta in modo impeccabile: i bimbi sono stati bravissimi (erano 8 in tutto, dai 7 mesi ai 6 anni), hanno giocato e mangiato e anche loro si sono integrati bene nella serata.
Il Paciuk ha retto egregiamente fino alle 22,30 (ventidueetrenta!!!) poi ha implorato di andare a nanna. Eravamo d'accordo col P che fino a quando avesse dimostrato di "reggere" ci saremmo fermati, poi ci saremmo diretti a casa. E così fu.
La mattina dopo ha pure dormito fino alle 9,30: miracolo nel miracolo!

Fin qui tutto bene

Ieri sera, vigilia di Natale, c'era invece il consueto ritrovo con gli amici di più vecchia data, quelli con cui ci si è sempre visti la vigilia verso le 22,30, sempre in casa di qualcuno, per fare l'ultima sbicchierata aspettando mezzanotte.
Ora, io non voglio fare la bacchettona, ma da quando c'è Paciuk ci è diventato difficile accedere a questo evento "mondano". Trascinarlo fuori da casa alle 22,30 è secondo me una violenza inaudita e egoista, considerando che normalmente va a dormire alle 20,30. Se sei già in giro per cena e fai un pò tardi è diverso, perchè sono occasioni eccezionali e anche lui si lascia prendere dall'adrenalina e regge un pò di più.
Avevamo avvisato che probabilmente solo uno dei due sarebbe andato e visto che lo scorso anno era stato a casa il Pi, quest'anno il turno a casa era mio. E quindi, senza nemmeno troppo rammarico, ho salutato il Pi che raggiungeva i nostri amici.
TUTTI gli altri si sono presentati con la prole, in tutto una decina di bambini, dai 5 mesi ai 6 anni.
Faccio davvero fatica a capire come facciano. Non penso si tratti solo di attitudine diversa dei bambini, che magari la sera reggono di più, ma in parte di vero e proprio menefreghismo dei genitori.
La conferma è arrivata dal Pi al suo ritorno: c'aveva i capelli lisci (e chi lo conosce, sa cosa significhi!). Nel sonno ho bofonchiato un retorico "tutto bene?", ma non ho ricevuto la retorica risposta sussurrata "si" che mi aspettavo, ma "per niente". A quel punto ho attivato un altro mezzo neurone e mi sono fatta raccontare: praticamente c'era un'orda di nani urlanti e inferociti che scorrazzavano come barbari per la casa, incuranti di qualsiasi regola e norma di buona educazione. Mangiavano in giro, correvano, urlavano e poi urlavano e urlavano ancora.
I genitori? imperterriti tutti intorno al tavolo, talvolta si giravano annoiati e urlavano (pure loro!) un "non si fa così!" e poi si rigiravano per riprendere il discorso dove era stato lasciato.
Il Pi era parecchio innervosito e scocciato e ha ringraziato il cielo che il Paciuk fosse tranquillo nel suo lettino, perchè sarebbe stato difficile pretendere di fargli rispettare le regole in mezzo a quella Babele. Già in un'altra occasione con lo stesso gruppo di amici tutti i nani saltavano sul divano e quando noi abbiamo tentato un timido "non si salta sul divano!" qualcuno ci ha anche risposto che eravamo troppo rigidi, "perchè non si può saltare sul divano?" e li sono davvero cadute le braccia! Più o meno ieri è stato uguale, solo all'ennesima potenza.

Due riflessioni:
1) penso che sia NECESSARIO, quando arrivano i nani, adeguarsi ai LORO ritmi, che non significa assolutamente chiudersi in casa e dimenticare le amicizie, ma solo cercare di rispettare i loro orari, magari non vedendosi alle 22,30...
2) Quando ci si vede in gruppo, SOPRATTUTTO quando ci si vede in gruppo, le regole vanno fatte rispettare mannaggia la miseria! (lo dice anche Tata Lucia eh eh eh!) non esiste che in casa d'altri sia tutto permesso e lecito, perchè a me adesso viene una sincope al pensiero di invitarli a casa mia, perchè sul MIO divano NON si salta! e non si mangia in giro per la casa, ma seduti al tavolo ecc ecc ecc

1+2 fa inequivocabilmente 3= l'arrivo dei nani allontana degli amici, o semplicemente evidenzia delle differenze che prima non avevano importanza e che ora sono in primo piano. Gli stessi amici  che hanno prolificato prima di noi e che frequentavamo quando Paciuk ancora non c'era (abbiamo pure fatto le ferie con loro e i loro 2 nani, io e il Pi!) ora ci sembrano degli extraterrestri e non capiamo se siano cambiati loro o se eravamo noi che non ci accorgevamo... e pensare che ci parevano pure bravi genitori!
Però
Contemporaneamente abbiamo scoperto e ri-scoperto degli amici con i quali prima pensavamo di avere meno affinità e che invece stiamo trovando molto simili a noi.
La genitorialità è un alto elemento di confronto e scontro che va ad aggiungersi agli altri argomenti di conversazione, di scambio, di condivisione. Occupa una buona fetta della propria vita e forzatamente anche della vita di relazione.
Non accorgersene è da sciocchi, negarlo da cretini.