giovedì 4 agosto 2011

Angolo dello sfogo

E' da un pò che non vi tedio con questioni lavorative, ma sarà il caldo, sarà il bisogno di ferie, oggi sono fuori dalla divina grazia.
Sono venuta a conoscenza di due simpatiche informazioni. Entrambe illuminanti circa l'ambiente malato in cui lavoro.
La prima storiella, ahivoi, necessita di una premessa: quando sono stata assunta (4 anni fa) qui lavorava un mio omonimo, persona squisita, davvero il collega che ciascuna vorrebbe avere. Ottimista, propositivo, mai immusonito. Il suddetto aveva deciso di intraprendere un'altra strada e voleva quindi mollare il suo part-time qui. Anche per questo assunsero me. Lui si è sfilato pian piano, continuando a fare di tanto in tanto delle consulenze, per poi chiudere DEFINITIVAMENTE dopo la mia maternità (durante la quale fu nuovamente coinvolto perchè non sapevano dove sbattere la testa). Fine della premessa.
Scopro che l'hanno di nuovo coinvolto per seguire un nuovo progetto di un mio cliente tedesco. E' un progetto molto importante per l'azienda e i capi ci tengono particolarmente.
Quindi l'hanno affidato a qualcun altro.
2+2=4
Che il problema non è che si siano voluti rivolgere a lui, perchè non sono così presuntuosa, io so che sul piano tecnico faccio spesso fatica a interloquire in tedesco col cliente, l'omonimo è molto più sciolto di me, padroneggia meglio la lingua, niente da dire. Quello che mi manda in bestia è IL SEGRETO, la mancanza totale di coinvolgimento. Da notare che so perfettamente che il cliente ci ha chiesto di fargli quella quotazione, perchè l'ha mandata a me e ho gestito io la pratica! Almeno fino ad oggi.
Sono dei maschilisti di merda, che accamperanno scuse assurde quando -per forza di cose- dovranno dirmelo.
Sono gli stessi che poi mi chiedono di fargli avere il mio piano famigliare dettagliato, vogliono sapere cioè quando INIZIERO' A CACCIARE LA CICOGNA! Qualsiasi ulteriore commento mi pare superfluo.
E' una strada tristemente a senso unico: si aspettano totale devozione e disponibililtà, poi però tralasciano di coinvolgermi in questioni che invece, ufficialmente, competerebbero a me. 

L'altra simpatica scoperta è che per questa sera è organizzata una cena con 23 persone (in azienda in tutto siamo circa 120).
Gli inviti sono stati inoltrati direttamente dal direttore di stabilimento e da Sua Maestà il Boss  e ufficialmente si tratta di una riunione per i capi reparto.
Perfetto.
Peccato che di quei 23 almeno 5 siano i capi di stà minchia (perdonate il francesismo) e che altri responsabili (guarda caso donne) di altri uffici non siano stati invitati.

Ma allora cosa dite, lavoro o no in un posto di merda?! 

mercoledì 3 agosto 2011

Un consulto

Ho bisogno di un consiglio e so che qui lo posso trovare (anche se nessuno ha risposto al mio pay it forward, vabbè).
Ieri su FB un mio compagno delle medie mi ha chiesto l'amicizia e io, di slancio, gliel'ho confermata. Grazie a FB abbiamo già organizzato una bella rimpatriata l'anno scorso, è stato piacevole rivedere i vecchi compagni e quindi mi faceva piacere aggiungere un altro nome per poter organizzare più agevolmente eventuali altre pizzate. 
Circa 35 secondi dopo che gliel'ho confermata mi becca in chat. Parte con le solite cose "ciao" "come va?" "sei sposata?". E' stata la terza domanda, in fila. Dopo 17 anni che non lo vedo e non ci parlo. E a dirla tutta nemmeno alle medie ci parlavo molto, che lui era del tipo timidone-sfigato e io ero un pò snob, molto ambita e un pò me la tiravo (poco però, diciamo il giusto).
Per gentilezza dopo la risposta ho anche controbattuto con un "e tu" e li ho capito in che macello mi ero infilata. Ha iniziato a raccontarmi che è appena uscito da una storia di 6 anni, che è stato mollato, che non convivevano ma ci stavano pensando.
Ora, la prima domanda che mi sorge è: perchè me lo racconti? cioè, cosa ti aspetti che io ti risponda? non ti conosco, non so chi sei, cosa vuoi che riesca ad inventarmi se non un banale e vagamente irritante "meglio prima che dopo"?
Poi mi da tregua per un attimo, io continuo a giocare a solitario, lui torna e riattacca "complimenti, sei migliorata con gli anni".
E anche qui il mio cervelletto subito elabora (ma la bocca tace, per fortuna): perchè, prima ero un cesso?! ma soprattutto, non hai letto la risposta alla domanda numero 3? "si, sono sposata e ho un bambino"... a me pareva chiaro!
Presa dalla curiosità -che se non fossi curiosa non sarei nemmeno su FB a permettere a chicchessia di farsi i cacchi miei- vado a vedere le foto del suo profilo: una catastrofe. Se dovessi stendere un profilo spietato direi semplicemente: solo e sfigato. Non un amico nè un'amica, sempre foto da solo, in posa, in posti assurdi (seduto al ristorante; in piedi, vestito davanti ad una piscina; al bar davanti ad una coppa di gelato...)
Prosegue: "mi viene da ridere ... pausa...aspetta la mia reazione, che non arriva... alle medie ero così timido che non ti parlavo mai" -bei tempi-, fa il mio cervelletto, poi mi ripiglio e rispondo "in effetti penso di averti sentito parlare si e no 4 volte in 3 anni." frecciatina che non coglie. Avrei voluto aggiungere un "parlavi poco anche quando eri interrogato", ma mi sembrava una cattiveria gratuita e da snob, ma forse era meno criptica e mi mollava al volo.
Vabbè, poi inizia a chiedermi del lavoro, mi chiede se ho proseguito gli studi dopo le medie (!) e altri bla-bla sull'ultima reunion di classe cui lui non aveva partecipato (e me ne sono guardata bene dal chiedergli perchè). Insomma, in una pausa (lui poi si è scusato dicendo che aveva la chiavetta lenta -santa chiavetta!) mi sono messa off e quindi non ha più potuto scrivermi.
Fine del primo atto.
Stasera faccio appena in tempo a fare il login e chi ti trovo in chat? ma certo! mi scrive (testuale, solo usando il mio vero nome) "Wooooooondeeeeeer" che a me ricorda un sacco Jack Nickolson in Shining quando chiama la moglie, va bè, lo ignoro, faccio finta di essere altrove.
"come va?" insiste.
Ora, io ho continuato a ignorarlo e continuerò a farlo, non era questa la domanda che volevo porvi. Piuttosto: quanti giorni devo far passare prima di eliminarlo dall'elenco di amici senza che se ne accorga?!

lunedì 1 agosto 2011

Pay it forward!

Tramite bruskamente vengo a conoscenza di questo carinissimo pay it forward e volentieri lo pubblicizzo, in attesa di ricevere il mio cadeau!

Le regole sono tre:
1) le prime 3 persone che lasceranno un commento su questo post riceveranno un cadeau fatto da me entro i prossimi 365 giorni;
2) in cambio, dovranno a loro volta “sdebitarsi”, assumendosi lo stesso impegno sul loro blog contraccambiando, sempre con una propria creazione, il dono ricevuto dal blog a cui si sono iscritte
3) il regalo verrà spedito solo a chi pubblicherà un post simile a questo, sul proprio blog e lascerà il link qui sotto.

mercoledì 27 luglio 2011

Una bella storia

Lui è diventato un bel ragazzo, ha i capelli corti e rossicci, le fossette sulle guance quando ride. Ride spesso, in modo contagioso e quando lo fa gli ridono anche gli occhi.
Ora ha preso in gestione il ristorante di famiglia, il padre piano piano si sta sfilando dall'attività e anche gli zii stanno lasciando posto alla nuova generazione.
Quando lo incontro penso sempre alla prima volta che l'ho visto. Io avevo 7 anni, lui 33 giorni. Era arrivato a casa qualche giorno prima, dopo che il giudice aveva avvisato i neo-genitori adottivi che un bimbo era disponibile nell'ospedale della provincia vicina. "Buongiorno, sono il Giudice, avete intenzione di partire per le ferie? C'è un bambino disponibile per l'adozione, volete vederlo?".
Attimi di panico. Aspettavano da tantissimo quella telefonata, tanto che quasi quasi non ci pensavano più. Di sicuro poi non con così poco preavviso. Era fine luglio e la settimana dopo sarebbero partiti per le vacanze.
"ehm, certo. Quanto ha il bambino?"
"25 giorni"
"ah. E... come sta?"
Avevano indicato nella domanda di adozione che avrebbero accettato  bambini con lievi malformazioni, piccoli problemi fisici.
"è perfetto, sta benissimo. Semplicemente la madre è molto giovane, minorenne, per questo la scelta di darlo in adozione. Ma è in piena salute".
Da li la corsa contro il tempo. Avevano confermato ovviamente al Giudice la loro disponibilità, a quel punto si trattava di preparare tutto il necessario, perché ovviamente non conoscendo prima l'età del bambino da adottare, era impossibile preparare la cameretta, acquistare il necessario, preparargli un corredo.
Quindi in pochi giorni si erano procurati tutto, dalla culla al passeggino, dai vestiti ai pannolini e poi qualche giocattolo, prodotti per la cura del bebè e, probabilmente, anche un libro di puericultura.
5 giorni dopo erano a casa, con il loro fagottino nuovo da conoscere e, sicuramente, un pò di paura per quel sogno che si realizzava.

Sono passati 26 anni e conoscendo la sua storia si può senz'altro dire che lui è stati fortunato, è capitato in una buona famiglia e ha anche un fratello di 17 anni (arrivato per caso o per miracolo in modo naturale). Ancora oggi quando lo incontro non riesco però a non pensare a quella sliding-door: come sarebbe stata la sua vita? Che faccia ha oggi la ragazzina che l'ha partorito? Chissà se pensa a lui, chissà se ha altri figli.
Quando gli si pongono queste domande lui semplicemente risponde che la sua famiglia è quella che lo ha adottato e che lo ha cresciuto. Chapeau.

mercoledì 20 luglio 2011

C'è sempre da imparare

Serata fruttuosa, stasera. Se è vero quel che diceva la mia nonna, che non voleva morire perchè ogni giorno imparava una cosa nuova, oggi vale almeno doppio.
Ho imparato innanzitutto che NON si deve sostare con l'auto ferma a chiaccherare con i fari accesi. No no no. Che anche soli 20 minuti (mmh forse era mezz'oretta, dai) sono letali per la batteria.
Ho imparato poi che la batteria dell'auto non è mica li in bella vista. La nascondono da qualche parte, i furboni che progettano le auto. Mi sorge il dubbio che lo facciano per sadismo.
Ho imparato che esiste un libretto di istruzioni dell'auto che alla sezione "batteria", laddove tu speri di scoprire DOVE sia, recita semplicemente "se avete problemi con la batteria rivolgetevi ad un centro autorizzato". 
Ho imparato che il suddetto libretto di istruzioni è un'occasione persa per fermare la deforestazione.
Ho imparato che le auto si possono far partire anche a spinta, che per farlo bisogna girare la chiave, tenere la frizione schiacciata, mettere in seconda e poi aspettare che il sant'uomo che avete svegliato per darvi una mano vi dia il "via" per mollare la frizione.
Ho imparato che per spingere le auto le zeppe da 10-12 cm non sono propriamente le calzature più adatte.
Ho imparato, infine, che il sant'uomo svegliato all'uopo non necessariamente apprezzerà le vostre battute bislacche e cretine che ridicolizzano ulteriormente la situazione. Che una gravida, un sant'uomo e una zeppata che leggono le istruzioni dell'auto sotto un lampione, muniti di pila a dinamo sono già di loro abbastanza ridicoli, senza rincarare la dose.

sabato 16 luglio 2011

Il tuo profumo

E' da giorni che sto cercando di decodificare e descrivere il profumo di Paciuk, per cercare di fissarlo prima che cambi.
Già in questi due anni il suo odore è cambiato profondamente, mi piacerebbe avere una macchina fotografica, una videocamera, un quaderno, qualcosa per poter archiviare e ricordare il suo odore di adesso.
Ho provato a dire al Pi che volevo scrivere questo post sul profumo e mi ha detto di non preoccuparmi, che mi avrebbe portato da uno bravo che mi avrebbe dato delle pastigliette per farmi star meglio.
Poi ha aggiunto "Paciuk sa di Paciuk!" bella scoperta! Ma a me non soddisfa, non mi basta, voglio descriverlo meglio, che io un profumo così non l'ho mai sentito.

Proviamoci, quindi:
In questi giorni di caldo torrido, quando vengo a prenderti al nido, dopo una giornata di giochi e corse, mi ricordi il profumo del lievito, un pò acido, e anche del muschio, intenso, che ti riempie le narici.
Un'annusata veloce mentre ti prendo in braccio (dopo la doccia però!) e sento forte il profumo dell'erba secca.
Quando entro nella tua stanza mentre dormi e tutta l'aria si è riempita di te, i toni del lievito e del muschio sussistono, ma si sente anche un profumo dolce, come di pittura bianca e di doccia schiuma delicato per bambini.
Probabilmente penserai che sono un pò strana, perchè ogni tanto invece dei baci ti do delle potenti annusate, dietro le orecchie, sul collo, sulla testa... tienimi così Paciuk, ti è capitata una mamma annusivora!